L’urlo di gioia, la rabbia... Batticuore davanti alla tv

Al punto Sisal di Montesilvano 45’ tra felicità e rammarico per le occasioni fallite Al bar Ideale si impreca contro la malasorte per la rimonta subita nella ripresa
PESCARA. Tutti davanti alla televisione, a Pescara, per la sfida alla capolista Cagliari. I tifosi – quelli che non sono andati al Sant’Elia – si sono ritrovati nei bar e nelle ricevitorie della città per seguire il big-match. Il primo appuntamento con gli sportivi è all'interno del centro scommesse Sisal a Montesilvano. Mancano pochi minuti alle 15 e i posti migliori davanti ai monitor sono già pieni. A tener banco, prima dell'inizio, sono le pesanti defezioni nel pacchetto arretrato. Ognuno dei presenti dice la sua, c'è chi è d'accordo con le scelte del mister, altri che avrebbero optato per l'impiego del giovane Orlando. Chi ancora per Bruno. Dalle retrovie, un signore, sornione fino a quel momento, dice ironicamente al suo vicino: «Non vedi? Tutti esperti. Quello scrive per Il Centro, l'altro per Il Messaggero, quello lì - indicando uno dei più accesi - per la Gazzetta dello Sport". Le parole però lasciano subito spazio alla partita. Neanche il tempo di cominciare e Torreira mette tutti d'accordo con la rete del vantaggio pescarese. La sala si trasforma in una curva da stadio. Come prevedibile. Tutti esultano, tutti si abbracciano. Ma è ancora lunghissima. Il Pescara domina in lungo e in largo, tanto che alla fine della prima frazione si conteranno almeno cinque palle gol chiarissime per i biancazzurri. All'ennesima, quella fallita da Caprari su imbeccata di Lapadula, anche i più "calmi" si lasciano andare a qualche gesto di stizza. Finisce il primo tempo, la tensione scema e c'è il tempo di raccogliere qualche impressione: «Un Pescara da 10, ma dovevamo chiudere la partita», dice Riccardo. Gli fa eco Bruno: «L'1-0 ci sta stretto. Loro hanno giocatori che possono risolvere la partita da un momento all'altro». Nel frattempo ci si sposta al Caffè Ideale, ritrovo degli sportivi in centro. Anche qui le scene sono le stesse. Tanti tifosi assiepati davanti alle tv che trasmettono le immagini dal Sant’Elia. Melchiorri colpisce la traversa, Lapadula non trova il guizzo giusto in area rossoblù, prima che Farias e un autogol dello stesso Lapadula ribaltino il punteggio in sei minuti. Qualcuno, sconsolato, si alza e abbandona, puntando il dito contro la malasorte. Ad avvalorare la sua tesi ci pensa sempre il 10 di Oddo che vede il suo sinistro scheggiare la traversa. Mentre in molti si chiedono come faccia il Cagliari ad avere tredici punti più del Delfino, domanda del tutto lecito dopo quanto visto, Salamon frana addosso al capocannoniere del torneo, senza che Abisso punisca il suo intervento. La protesta è collettiva, ma inutile. "Vai Cocco, riscatta questa stagione disgraziata", urla Alessandro, quando Oddo decide di gettarlo nella mischia. Niente da fare. Un Pescara bello e sfortunato raccoglie solo gli applausi dei tifosi, quasi increduli davanti alle ultime immagini. La testa è già oltre: «La squadra vista oggi può puntare alla A diretta», reclama Gianni, quasi a volersi consolare. E prima di andar via aggiunge: «Siamo i più forti del campionato, ma in caso di play off occhio al Bari».
Adriano De Stephanis
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