La famiglia Di Camillo ha portato il Chieti nella storia del calcio

28 Ottobre 2016

Giulia e Giada in campo e papà Lello sulla panchina in A La squadra formata da ragazze lavoratrici e studentesse

CHIETI. Studiano, lavorano e hanno in comune la passione per il calcio. Le ragazze del Chieti sono da serie A. La loro vita si divide tra campo, famiglia, università e lavoro. I ritmi di una squadra di calcio femminile che milita nel massimo campionato nazionale, sono uguali a quelli di una formazione maschile. Il Chieti si allena tutti i giorni, tranne la domenica, il più delle volte al centro sportivo di Sambuceto.

Durante la settimana sono previste anche sedute in palestra, per tonificare i muscoli in vista della partita del sabato. Ma la loro vita non è fatta solo di calcio: le ragazze neroverdi riescono anche a fare altro.

La capitana Valentina Di Marco è appassionata di arte e di professione, oltre che la centrocampista, fa la restauratrice. Il difensore centrale Daniela Di Bari svolge la professione di fisioterapista, il portiere Silvia Vicenzi studia management per indagini di mercato e il terzino Barbara Benedetti frequenta il corso di politiche e management per il welfare.

Le sorelle Giulia e Giada Di Camillo, invece, hanno scelto la via della comunicazione e sognano di diventare giornaliste professioniste. Giada frequenta il corso di Scienze della comunicazione a Siena, mentre Giulia si è laureata in Scienze turistiche all'università di Firenze e cura diverse rubriche sul calcio femminile per il sito di Gianluca Di Marzio e per Sky Sport. Più faticosa la vita di Adriana Colasante, terzino in campo e imprenditrice fuori dal rettangolo verde, e delle centrocampiste Evelyn Vicchiarello e Anita Carrozzi, entrambe operaie.

Una famiglia nel pallone. Papà Lello è l'allenatore del Chieti, le figlie Giulia e Giada sono protagoniste in campo. E la signora Alessandra è la loro prima tifosa. Quella Di Camillo è una famiglia nel pallone che lo scorso 22 maggio ha scritto la storia del Chieti femminile, regalando per la prima volta la serie A alla città teatina. È stato papà Lello, 17 anni fa, a trasmettere alle figlie la passione per il calcio. Il tecnico era allenatore e presidente del Torrevecchia, squadra maschile con la quale Giulia e Giada hanno fatto tutta la trafila nel settore giovanile fino al 2005, quando sono passate all'Ariete 72, società femminile di Chieti.

Giulia e Giada non si sono mai separate e hanno sempre giocato insieme: prima a Perugia, poi a Siena (promozione in A) e infine a Chieti, dove hanno ritrovato papà Lello in panchina. L'unico colore che mette d'accordo la famiglia Di Camillo è il neroverde. Per il resto, Giulia e Lello tifano Milan, Giada l'Inter e la mamma Alessandra la Juventus.

Il fidanzato di Giulia è Luigi Condò, direttore sportivo ed ex calciatore di Pescara, Teramo e L'Aquila.

Costi della serie A. Rispetto alla serie B, i costi sono raddoppiati. Per fare un campionato di A per salvarsi, una società spende circa 150 mila euro. Per disputare una stagione tranquilla, il budget è di circa 200 mila euro. Le trasferte sono impegnative. La squadra viaggia per l'Italia e va in ritiro il giorno prima della partita quando la destinazione è lontana. Oggi il Chieti partirà per la trasferta di Cuneo, in vista della gara di domani contro le piemontesi.

«Sarà uno scontro diretto per la salvezza», spiega il tecnico Di Camillo. «Ci saranno alcuni cambiamenti di formazione, perché alcune ragazze hanno diversi acciacchi fisici. Sono fiducioso in quanto la squadra sta crescendo». Per raggiungere la salvezza diretta, le neroverdi devono arrivare almeno seste. Missione difficile, ma non impossibile: le ragazze del Chieti sono da serie A.

Giammarco Giardini

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