La favola di Bruno, esordiente a 33 anni La prima volta di Pettinari titolare in A

21 Novembre 2016

TORINO. I biancazzurri hanno lasciato lo Juventus Stadium con il volto della paura. Il volto di chi non riesce più a vincere, di chi deve scrollarsi di dosso la ruggine, di chi non riesce a vedere...

TORINO. I biancazzurri hanno lasciato lo Juventus Stadium con il volto della paura. Il volto di chi non riesce più a vincere, di chi deve scrollarsi di dosso la ruggine, di chi non riesce a vedere la luce in fondo al tunnel. «Servirebbe una vittoria», ha detto Oddo. Sì, ma a farla. Eppure la partita contro la Juventus, nel suo Stadium, rappresenterà un momento da ricordare per almeno due giocatori. Per esempio per Stefano Pettinari, che ha esordito dal primo minuto quest'anno, tornato in serie A 6 anni dopo l'esordio con la maglia della Roma, quando era un giovane promettente: «E’ stata un'emozione fortissima. Giocare qui fa un effetto speciale, si respira il calcio vero». Il risultato non può certo lasciare spazio a troppi sorrisi: «Non era facile, lo sapevamo. Siamo partiti bene, abbiamo costruito due buone occasioni, ma poi siamo crollati. Non sono queste, comunque, le partite in cui conquistare la salvezza. Da quando giocano qui hanno perso se non sbaglio due o tre volte». L'ottimismo, però, non deve mancare: «Proveremo a salvarci partendo da qui. Nel complesso non abbiamo fatto male».

Da un giovane ad un altro meno giovane. Nonostante il 3-0 non dimenticherà mai la gara di sabato sera Alessandro Bruno, 33 anni, beneventano, all'esordio in serie A. Nella passata stagione la promozione col Pescara, sabato l’esordio nella massima serie dopo anni in B col Latina e tanta Lega Pro, in particolare alla Nocerina, dove ha ottenuto una promozione in serie B, alla Vastese e alla Val di Sangro: «Sono contento, esordire a 33 anni in serie A non capita spesso, mi porterò questo ricordo sempre con me». Il risultato, però, rovina tutto, anche stavolta: «Sapevamo che sarebbe stata una partita difficilissima. Noi eravamo ben messi in campo, sapevamo cosa fare, ma abbiamo incontrato una squadra più forte, che non ha perdonato».

Ben messi in campo, i ragazzi di Oddo, con una quasi inedita difesa a tre. Bruno si esprime anche sulla disposizione: «Avevamo preparato la difesa a tre nel corso delle due settimane in cui abbiamo preparato questa partita. Purtroppo non è bastato».

Sguardo al futuro e anche qui Pettinari e Bruno sono sulla stessa lunghezza d'onda: «Nemmeno la prossima gara con la Roma sarà semplice, ma noi dobbiamo scendere in campo con lo spirito giusto e affrontare la gara con l'aggressività giusta. Salvezza? Siamo competitivi, dobbiamo provarci fino alla fine. Forse per come abbiamo giocato avremmo meritato di avere qualche punto in più, ma inutile recriminare sul passato». Il giorno dopo la quinta sconfitta di fila, la parziale consolazione è rappresentata dal fatto che nessuna delle rivali nella corsa alla salvezza – Empoli, Palermo e Crotone – è andata a punti.