La Fifa alle federazioni: non punite chi protesta per la morte di Floyd

3 Giugno 2020

ROMA. Anche il calcio si mette in ginocchio per George Floyd e si schiera con gli afroamericani per il no al razzismo. E in campo stavolta scende anche la Fifa, sempre attenta a dividere l'immagine...

ROMA. Anche il calcio si mette in ginocchio per George Floyd e si schiera con gli afroamericani per il no al razzismo. E in campo stavolta scende anche la Fifa, sempre attenta a dividere l'immagine dei terreni di gioco da qualsiasi manifestazione politica o sociale. «Usate il buon senso, il sentimento profondo di chi protesta va capito», sottolinea in una nota la confederazione mondiale del calcio guidata da Gianni Infantino. Che è come dire alla Bundesliga, non multate chi ha protestato in campo per i fatti di Minneapolis. Il fatto è che l'onda della protesta negli Usa - quella non violenta - è arrivata fino al calcio europeo, dal Liverpool alla Juve. E se le protesta non aggiungerà molto ai pensieri di Trump, è altrettanto vero che anche il caso Minneapolis sta diventando globale, una farfalla il cui battito provoca vento dall'altro capo del mondo. #BlackOut Tuesday, ad esempio. Profili social oscurati, anzi neri, per Inter e Milan, e poi condivisi da tanti giocatori dei due club, calciatori del Chelsea inginocchiati 'alla Kaepernick' come i colleghi del Liverpool.