La Fiorentina di Paulo Sousa punta sui giovani e sul redivivo Rossi

21 Agosto 2015

Di certo c’è che questa è sempre più la Fiorentina di Paulo Sousa. È stato il portoghese il collante dell’estate viola, lui che pure non appena arrivato, di fronte allo stadio, aveva letto come prima...

Di certo c’è che questa è sempre più la Fiorentina di Paulo Sousa. È stato il portoghese il collante dell’estate viola, lui che pure non appena arrivato, di fronte allo stadio, aveva letto come prima scritta sui muri un epiteto poco incoraggiante, “gobbo”, a sottolinearne il passato in bianconero. Eppure, ha saputo trovare la strada giusta. Fatta di lavoro, tanto, di speranza fin dalla prima uscita, la notte della presentazione della nuova maglia in piazza Santo Spirito, e persino di ancora più coraggio. Sì, perché si è ritrovato, di colpo, senza Pizarro, il re del centrocampo, senza Neto, passato alla Juve, e pure orfano di Salah, l’egiziano volante che nella seconda parte della scorsa stagione aveva acceso le notti viola. Ha fatto leva sui giovani: ha visto blindare Babacar e Bernardeschi, entrambi freschi di rinnovo fino al 2019, e ha puntato su quello che aveva a disposizione, con un Mario Suarez e un Astori in più, rispettivamente a centrocampo e in difesa, ma con un Savic partito per Madrid, sponda Atletico. Nel mezzo ci sono state le amichevoli: è arrivato sì il ko contro il Psg, nella notte che ha visto Giuseppe Rossi festeggiare il ritorno al gol dopo un anno di stop per via dell’ennesimo infortunio al ginocchio maledetto, ma a rinfrescare l’estate bollente dei tifosi sono arrivati i successi contro il Benfica (ai rigori), il Barcellona (al Franchi) e pure il Chelsea, stavolta a Stamford Bridge. Con l’Iraklis, nell’ultima amichevole, ha festeggiato la rete Nikola Kalinic, l’ultimo arrivato aspettando gli ultimi colpi di mercato. Il croato è il centravanti che in 18 minuti di gioco ha spazzato via il fantasma sbiadito di Mario Gomez, finito in prestito al Besiktas. Se non altro i cinque milioni netti d’ingaggio del tedesco sono stati cancellati dal bilancio per almeno un anno. Anche l’entusiasmo della gente è tornato a crescere. L’obiettivo dei 20 mila abbonati non è più così lontano.

Gli obiettivi, per il momento, non sono stati fissati. C’è voglia di vincere, i Della Valle non aspettano altro, ma nessuno si sbilancia ed è, forse, proprio questo silenzio il miglior alleato di Paulo Sousa. Rispetto al 4-3-3 di Montella, Sousa ha scelto la strada dei due mediani davanti alla difesa, con Suarez e e Borja Valero; dietro c’è pure Gilberto, uno che il diesse Pradè ha confessato ricordargli un po’ Cafu. È il gruppo ad aver fatto fin qui la differenza: e proprio il gruppo, ora, senza paura, dovrà dimostrare che il futuro può tingersi davvero di viola. Ovunque.

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