La Juve affonda, l’Atalanta esulta L’Inter ruggisce e ora vede la vetta

All’Allianz Stadium un acuto di Zapata castiga i bianconeri, Allegri: «Siamo ansiosi, ma ci rialzeremo» Calhanoglu e Lautaro Martinez stendono il Venezia, Inzaghi a -1 dal primo posto: la squadra mi diverte
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JUVENTUS (4-3-3): Szczesny 6; Cuadrado 5, De Ligt 5.5, Bonucci 6, Alex Sandro 4.5; McKennie 6.5 (19’ st Kean 5), Locatelli 6, Rabiot 5; Dybala 5, Morata 4 (40’ st Kaio Jorge sv), Chiesa 5 (1’ st Bernardeschi 5). All.: Allegri
ATALANTA (3-4-1-2): Musso 6; Toloi 6.5, Demiral 6.5, Djimsiti 7; Zappacosta 6 (26’ st Palomino 6), De Roon 6.5, Freuler 6.5, Maehle 6; Pessina 6 (14’ st Pasalic 6), Malinovskyi 6 (42’ st Koopmeiners sv); Zapata 7. All.: Gasperini
Arbitro: Ayroldi di Molfetta
Rete: 28’ pt Zapata
Note: ammoniti Freuler, Malinovskyi, Zappacosta, Rabiot, Demiral, Bernardeschi, Djimsiti
TORINO
Allo Stadium festeggia l'Atalanta: Gasperini batte Allegri ed espugna lo stadio bianconero grazie a una rete di Zapata. Per la Juventus, alla seconda sconfitta consecutiva dopo la batosta di Londra col Chelsea, sono fischi assordanti. Gli orobici vincono così lo scontro diretto per il quarto posto, consolidando la propria posizione e cacciando Dybala e compagni a sette punti di distanza. E, come se non bastasse, bisognerà valutare le condizioni di Chiesa e McKennie, usciti per infortunio. La sconfitta è avvenuta davanti a John Elkann, vertice di Exor, che si è presentato allo Stadium per stare vicino a squadra e dirigenza dopo le ultime ore difficili per l'inchiesta sulle plusvalenze e le indagini sui massimi dirigenti del club. In campo, invece, Dybala dall'inizio.
Il primo quarto d'ora è di studio, poi la Juve cresce, ma l'Atalanta non soffre più di tanto e quando può colpisce. Come al 28’, con il vantaggio che arriva alla prima vera occasione. Gli uomini di Allegri non reagiscono e vengono accompagnati negli spogliatoi dai fischi. Per la ripresa non rientra Chiesa, fermato da un fastidio fisico, ma c'è Bernardeschi, e i problemi in casa bianconera proseguono al 64’: McKennie si ferma ed entra Kean. I bianconeri ci provano più con i nervi che con il gioco. Per gli ultimi assalti, Allegri butta dentro Kaio Jorge al posto di Morata, ma l’occasione più grande è di Dybala su punizione al quarto dei sei minuti di recupero: il tiro supera la barriera, ma la parte alta della traversa respinge il pallone.
«Capitalizziamo poco. L'Atalanta ha fatto un solo tiro su un nostro errore e ha segnato, noi no», ha commentato Allegri a fine partita, «è anche un momento che gira un po’ così: c'è un po' di ansia, di preoccupazione, di fretta. Dobbiamo continuare a lavorare, dobbiamo riprendere a vincere. Continuo a credere che questa sia un'ottima squadra, con dei valori. I problemi sorgono quando non riusciamo a far gol».
Angelo Caradonna
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JUVENTUS (4-3-3): Szczesny 6; Cuadrado 5, De Ligt 5.5, Bonucci 6, Alex Sandro 4.5; McKennie 6.5 (19’ st Kean 5), Locatelli 6, Rabiot 5; Dybala 5, Morata 4 (40’ st Kaio Jorge sv), Chiesa 5 (1’ st Bernardeschi 5). All.: Allegri
ATALANTA (3-4-1-2): Musso 6; Toloi 6.5, Demiral 6.5, Djimsiti 7; Zappacosta 6 (26’ st Palomino 6), De Roon 6.5, Freuler 6.5, Maehle 6; Pessina 6 (14’ st Pasalic 6), Malinovskyi 6 (42’ st Koopmeiners sv); Zapata 7. All.: Gasperini
Arbitro: Ayroldi di Molfetta
Rete: 28’ pt Zapata
Note: ammoniti Freuler, Malinovskyi, Zappacosta, Rabiot, Demiral, Bernardeschi, Djimsiti
TORINO
Allo Stadium festeggia l'Atalanta: Gasperini batte Allegri ed espugna lo stadio bianconero grazie a una rete di Zapata. Per la Juventus, alla seconda sconfitta consecutiva dopo la batosta di Londra col Chelsea, sono fischi assordanti. Gli orobici vincono così lo scontro diretto per il quarto posto, consolidando la propria posizione e cacciando Dybala e compagni a sette punti di distanza. E, come se non bastasse, bisognerà valutare le condizioni di Chiesa e McKennie, usciti per infortunio. La sconfitta è avvenuta davanti a John Elkann, vertice di Exor, che si è presentato allo Stadium per stare vicino a squadra e dirigenza dopo le ultime ore difficili per l'inchiesta sulle plusvalenze e le indagini sui massimi dirigenti del club. In campo, invece, Dybala dall'inizio.
Il primo quarto d'ora è di studio, poi la Juve cresce, ma l'Atalanta non soffre più di tanto e quando può colpisce. Come al 28’, con il vantaggio che arriva alla prima vera occasione. Gli uomini di Allegri non reagiscono e vengono accompagnati negli spogliatoi dai fischi. Per la ripresa non rientra Chiesa, fermato da un fastidio fisico, ma c'è Bernardeschi, e i problemi in casa bianconera proseguono al 64’: McKennie si ferma ed entra Kean. I bianconeri ci provano più con i nervi che con il gioco. Per gli ultimi assalti, Allegri butta dentro Kaio Jorge al posto di Morata, ma l’occasione più grande è di Dybala su punizione al quarto dei sei minuti di recupero: il tiro supera la barriera, ma la parte alta della traversa respinge il pallone.
«Capitalizziamo poco. L'Atalanta ha fatto un solo tiro su un nostro errore e ha segnato, noi no», ha commentato Allegri a fine partita, «è anche un momento che gira un po’ così: c'è un po' di ansia, di preoccupazione, di fretta. Dobbiamo continuare a lavorare, dobbiamo riprendere a vincere. Continuo a credere che questa sia un'ottima squadra, con dei valori. I problemi sorgono quando non riusciamo a far gol».
Angelo Caradonna

