La Juve dopo il “polpo” Squadra più duttile Witsel colpo last minute

TORINO. Pjaca e Dybala dietro a Higuain, o Mandzukic, oppure due punte fisiche e un trequartista. Orfano di Pogba, Massimiliano Allegri studia la Juventus del futuro puntando sulle qualità dei suoi...
TORINO. Pjaca e Dybala dietro a Higuain, o Mandzukic, oppure due punte fisiche e un trequartista. Orfano di Pogba, Massimiliano Allegri studia la Juventus del futuro puntando sulle qualità dei suoi attaccanti, in dote un centinaio di gol e la possibilità di adottare più moduli, anche a partita in corso. Dal collaudato 3-5-2 al 4-3-1-2 con il trequartista tanto caro al tecnico bianconero, che dopo aver salutato il francese attende il suo sostituto. Witsel e Matic sembrano in vantaggio nelle preferenze del club, che tiene però gli occhi puntati anche su Luiz Gustavo. E c'è chi sostiene che Matuidi stia già cercando casa a Torino. Le alternative a Pogba, insomma, non mancano, soprattutto ora che la Juventus ha siglato col Manchester United un contratto che le assicura 105 milioni di euro, più 5 di bonus, in due anni.
Anche in attesa degli ultimi colpi di mercato, Allegri naviga nell'abbondanza. In difesa la crescita di Rugani e l'arrivo di Benatia assicurano al trio Barzagli-Bonucci-Chillini i giusti ricambi, così come sulle fasce Dani Alves e Alex Sandro sono molto di più che una alternativa ad Evra e Lichtsteiner. L'ex Barcellona è stato uno dei migliori nell'amichevole vinta domenica contro il West Ham e può essere avanzato sulla linea del centrocampo. Dove, in attesa del rientro di Marchisio, spetterà a Pjanic prendere in mano le redini del gioco. «Finora ho giocato sia da trequartista che davanti alla difesa, sono ruoli diversi ma mi piacciono entrambi», spiega il centrocampista bosniaco che la Juve ha acquistato dalla Roma. «Contro il West Ham ho giocato da regista e mi trovo bene - aggiunge - anche se dobbiamo ancora affinare i meccanismi e proveremo a farlo già dalla prossima gara». Il paragone con Pirlo non lo spaventa: «È un giocatore eccezionale, che ho sempre ammirato - dice Pjanic -, uno dei miei obiettivi è raggiungere il suo livello». Anche sulle punizioni, una specialità del bosniaco proprio come dell'ex bianconero. «Chi le batterà? Non è una gara, l'importante è che chi lo fa se la senta e sia convinto di segnare - dice il centrocampista -. Per me è importante che vinca la squadra. Cercherò di dare ai nostri attaccanti, che sono fortissimi, buoni palloni in modo che possano sfruttarli al meglio».
L'obiettivo è chiaro: «Mi metterò a disposizione del gruppo - conclude Pjanic - per continuare a vincere come ha fatto negli ultimi cinque anni in campionato e andare più avanti possibile in Champions League. Non vedo l'ora di iniziare».

