La Juve ora vuole la Coppa Italia Il Milan sogna l’arrivo di Conte

14 Maggio 2024

TORINO. Azzerare tutto e pensare soltanto alla finalissima, Massimiliano Allegri sa bene come preparare l'ultimo atto della coppa Italia. D'altra parte, presentarsi alla sfida di domani (ore 21)...

TORINO. Azzerare tutto e pensare soltanto alla finalissima, Massimiliano Allegri sa bene come preparare l'ultimo atto della coppa Italia. D'altra parte, presentarsi alla sfida di domani (ore 21) contro l'Atalanta pensando a ciò che è successo da gennaio ad oggi sarebbe un peso enorme per la Juventus: i 15 punti in 15 giornate sono un ruolino di marcia da retrocessione, eppure i bianconeri sono riusciti a strappare il pass per la Champions. Lo hanno fatto con due giornate d'anticipo con un favore proprio della Dea, capace di battere la Roma e proiettare Vlahovic e compagni tra le prime cinque a 180 minuti dalla fine. In campo, però, la Juve non era riuscita nemmeno a battere la Salernitana retrocessa già da due settimane, e anzi aveva pure rischiato grosso prima e dopo il pareggio al 91' firmato Rabiot. «Mercoledì a Roma sarà completamente diversa», è l'analisi di Allegri, «e mi aspetto una sfida equilibrata, contro l'Atalanta si dovrà sbagliare il meno possibile».
In casa Milan si guarda al prossimo allenatore. «La voglia di tornare in panchina di Antonio Conte è tanta». A parlare è Christian Stellini, il vice di Conte. Il tecnico salentino è stato accostato alla panchina del Milan ma anche a quella del Napoli. «Nessuna preclusione verso alcun progetto. Come fai a non associare una grande squadra a un grande allenatore? Il Milan è una squadra forte: ha un gap da colmare con l'Inter. Pioli ha fatto un ottimo lavoro. La storia di Conte dice che prende squadre arrivate dietro e col suo lavoro colma il gap». In casa rossonera, nel frattempo, è arrivata l’ufficialità dell’addio di Giroud. L’attaccante francese ha ufficializzato il suo addio al Diavolo dopo tre stagioni ricche di soddisfazioni (reciproche) e dense di emozioni. Giroud saluta perché cambia vita, si trasferirà con tutta la famiglia a Los Angeles – lui per giocare ancora a pallone, i figli per studiare negli States – ma una parte del suo cuore resta rossonero: «Orgoglioso di essere stato qui».