La Juve ribalta il Milan: ha lo scudetto in pugno

Alex illude, poi segnano Mandzukic e Pogba. Decisivo Buffon
MILANO. Davvero un partitone. Ha prevalso il maggior peso tecnico dei bianconeri, ma i rossoneri non sono stati travolti. E così, per ora, Mihajlovic salva la panchina, anche se per il prossimo anno è ancora tutto da decidere. La Juventus al momento vola a +9 dal Napoli e con la vittoria nel big-match di San Siro, i bianconeri di Allegri – che ha ricevuto i complimenti di Galliani – centrano la ventunesima vittoria su ventidue partite.
Nell’inizio furibondo del Milan (un palo, tiri pericolosi, il gol di Alex) c’era tutta la rabbia di chi era stato al gabbiotto di Milanello per una settimana. Poi piano piano la squadra di Mihajlovic ha cominciato a squagliarsi, ha perso qualche palla, ha commesso qualche errore e Mandzukic ha pareggiato.
Nel primo tempo, un certo equilibrio, insomma fra l’impero rossonero e la maggiore esperienza bianconera, con una nota particolare per Balotelli, da tempo non a certi livelli, e riscoperto giocatore di peso. Di Buffon – a volte miracoloso – è stato detto tutto: difficile trovare altri aggettivi. Il gol di Pogba (che aveva colto un palo poco prima su una punizione da 20 quasi perfetta) non era forse regolariIssimo, ma ha deciso una partita divertente. E il Milan non ha avuto la forza per reagire.
Solita Juve, ma non solito Milan. In ventidue giornate solo il Bologna è riuscito a strappare un pareggio ai bianconeri: tutti gli altri hanno dovuto soccombere. Il Milan ha perso due volte. Stavolta con l’onore delle armi. Dopo un ritiro corroborante, la squadra di Mihajlovic è riuscita a ritrovare sè stessa, ma non è bastato. «Se il Milan farà schifo, giusto mandarmi via«, aveva detto il tecnico alla vigilia. Il Milan non ha fatto schifo, anzi ha riacquistato dignità. Basterà al tecnico serbo questa prova per salvare la cadrega? Boh. Con diversi ritocchi (Alex, Kucka, Montolivo, Balotelli), Mihajlovic aveva cercato di raddrizzare il timone, per mettere in difficoltà una Juve che ora non può essere più raggiunta dal Napoli: il primo grosso ostacolo (il Milan) è stato superato, dalla capolista. Per l’altro (la Fiorentina) si vedrà. I bianconeri avevano presentato Rugani in difesa, Asamoah (costretto poi a uscire ancora per guai muscolari in questo anno per lui poco felice dal punto di vista degli infortuni) a centrocampo e Alex Sandro sulla corsia di sinistra. Dopo il ricordo, doveroso e toccante, di Cesare Maldini e sotto gli occhi del plutocrate “inglese” Conte (il “suo” Chelsea ieri ha perso contro lo Swansea di Guidolin), il Milan ha inizialmente impaurito la Juve con la sua aggressività. Buffon ha dovuto prendere una gran punizione di SuperMario e poi un destro dello stesso Balotelli. Ma nulla ha potuto fare, il portierone, sul colpo di testa di Alex (perso da Rugani) sull’angolo di Balotelli da destra al 18’. Dopo venti minuti alla grande, il Milan è tornato alla normalità, con qualche errore a centrocampo e in difesa, così la Juve è cresciuta. E anche Donnarumma ha dovuto fare gli straordinari, su un gran sinistro di Marchisio. Poi, grande giocata di Morata (ancora una bella prestazione la sua, uscito per un disturbo di pancia) e grande gol di Mandzukic (con il naso sanguinante per una gomitata di Abate non sanzionata dall’arbitro). nella ripresa il gran gol di Pogba e poi la Juve si è limitata a controllare, con il Milan che non aveva più le ferze per reagire. E oggi il Napoli è di scena a Verona, senza Higuain.

