La lezione di Belmondo: «Insegno a vincere pulito»

5 Luglio 2019

La campionessa azzurra domani a Ripa Teatina per ritirare il premio Marciano «Da sempre lotto contro il doping: le medaglie arrivano con coraggio e passione»

RIPA TEATINA. Un premio alla carriera. Una carriera strepitosa, quella di Stefania Belmondo, per anni regina dello sci di fondo azzurro, scandita da una lunga sequenza di successi ma soprattutto dall’immagine di un’atleta di straordinaria tenacia, in grado di trasmettere in maniera forse unica lo spirito della propria disciplina. E domani sera, sul palco del Festival Rocky Marciano, quando sfileranno le immagini di tante imprese sportive, Stefania troverà magari modo di emozionarsi ancora assieme agli spettatori. «Questo è certo. In ogni caso, torno con piacere in Abruzzo dove ho parecchi amici e ricevere un riconoscimento in queste manifestazioni, all’insegna di uno sport vissuto con lealtà e passione, mi riempie sempre d’orgoglio». La traccia lasciata dagli sci di Stefania, sulla neve e non solo, è di quelle difficili da dimenticare, come l’espressione sofferta e tirata, durante la gara, del suo volto che poi, il più delle volte, finiva per aprirsi, al traguardo, in uno splendido sorriso liberatorio. «Su tutto, resta la passione. Ho iniziato da bambina, in una valle dove per diversi mesi, tutti avevano gli sci ai piedi, e sono andata avanti arrivando nel giro azzurro in un periodo particolare, legato anche ai successi di Alberto Tomba e Deborah Compagnoni. È stato tutto molto bello, anche percorrere durante un anno diecimila chilometri in allenamento. Dove sei magari da sola, neve e silenzio, accompagnata dalla tua determinazione e dalla prospettiva di un imminente appuntamento agonistico. Lo sport, poi, mi ha insegnato davvero tanto anche sotto il profilo personale per affrontare le insidie della vita». In parecchi ricordano, tra le varie vittorie, quella straordinaria rimonta nell’ultimo tratto di una 15 km a Salt Lake City. «Ero con il gruppo di testa quando sono stata costretta a cambiare per ben tre volte il bastoncino che mi si era spezzato perdendo diversi secondi a poco più di tre chilometri dal traguardo. Sembrava finita. Urlavo di rabbia ma subito dopo, messo da parte il pensiero di ritirarmi, sono andata avanti con tutta la mia caparbietà raggiungendo il gruppetto delle migliori e battendo in volata Lazutina, poi trovata positiva».
Un tema, quello del doping, sul quale Stefania mostra da sempre un’assoluta intransigenza. «Assolutamente sì. Il dopato ruba a chi fa sport in modo corretto e pulito rendendo inutili i suoi sacrifici. Gli sottrae tutto, anche la gioia di una premiazione sul podio, di una immagine festosa. Ricordo che una medaglia olimpica di bronzo, dopo la squalifica della terza classificata, mi arrivò in una busta, due anni dopo, per posta. No. Non va bene. Ecco, il doping mi ha magari privato anche di qualche guadagno in più ma ha soprattutto mortificato il mio impegno e, cosa che mi dà particolarmente fastidio, screditato in qualche modo l’intero nostro movimento». Carabiniere-forestale, l’educazione alla legalità per Stefania Belmondo passa spesso attraverso visite nelle scuole. «Dove cerco di far capire ai ragazzi cosa possono rappresentare il coraggio e la passione e che non è vero che senza doping non si vince. È molto pericoloso e deve essere difficile per tutti comprendere la soddisfazione che può dare una vittoria ottenuta con l'inganno».
Intanto il Festival Rocky Marciano va avanti. Questa sera riunione pugilistica Italia-Francia nei locali della cantina NovaRipa alla presenza del campione del mondo Rocky Mattioli, del campione olimpico e mondiale Maurizio Stecca e del campione olimpico Roberto Cammarelle, domani la cerimonia di consegna dei premi. Sportivo abruzzese dell’anno l’allenatore del Parma Roberto D’Aversa, pugile dell’anno Emanuele Cavallucci, campione italiano dei welter, squadra abruzzese dell’anno l’Amatori basket Pescara, neopromossa in A2, premio alla carriera per Stefania Belmondo e per il pugile Maurizio Stecca, campione olimpico e mondiale.
Giuseppe Rendine
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