La promessa di Bankowski «Ginella il prossimo colpo»

30 Marzo 2019

Il vicepresidente è colui che ha creato il ponte con il Wanderers di Montevideo: «L’intesa nata nel 2012 grazie all’amicizia con Mesa. Torreira? È come un figlio»  

PESCARA. Il ponte con l’Uruguay lo ha sognato, progettato, costruito e alla fine inaugurato nel 2012. Da lì sono passati tanti giocatori che da Montevideo sono sbarcati a Pescara. Gabriele Bankowski, vicepresidente del Pescara, è stato colui che ha aperto questo canale con il Sudamerica, grazie all’amicizia coltivata negli anni con Victor Mesa, patron del Wanderers Montevideo, squadra della capitale dell'Uruguay. Mesa ha allacciato rapporti stretti con il Delfino, ha portato diversi giocatori ed è diventato anche azionista del club biancazzurro. Negli anni hanno vestito la maglia del Pescara i vari Torreira, Elizalde e Muniz, quest’anno invece è arrivato l’attaccante Santiago Bellini. «Il canale con il Wanderers è stato aperto otto anni fa», racconta Bankowski, padre polacco e madre marchigiana, nato a Buenos Aires nel gennaio del 1955, imprenditore nel campo medico con la sua azienda fondata a Città Sant’Angelo. «Il mio amico Victor Mesa, che avevo conosciuto durante alcuni viaggi in Argentina, mi ha proposto subito un giocatore, Maxi Rodriguez, trequartista del suo Wanderers. Quell’operazione dovevamo farla nell’anno della promozione in A con Zeman, ma poi non si è concretizzata. Da lì, però, è nata la collaborazione con il Wanderers e sono arrivati diversi giocatori».
L’ultimo, Santiago Bellini. «Merito di Roberto Druda se lui è qui. Santiago l’avevamo visto insieme a Montevideo, ma è stato lui ad insistere. Druda è un talent scout formidabile ed è colui che ha scoperto, coccolato e aiutato Lucas Torreira ad arrivare ad alti livelli», dice il vicepresidente biancazzurro sul centrocampista passato da Pescara, che, dopo due anni nella Samp, è andato all’Arsenal. Da quell’operazione il Delfino è riuscito a piazzare una plusvalenza importante (più di tre milioni). «Mi auguro che Bellini, ma anche il difensore Elizalde, facciano come Lucas, che per me è stato un terzo figlio, visto che spesso era a casa mia». E in futuro quest’asse con il Wanderers potrebbe produrre altri frutti. «Francisco Ginella è un giocatore che mi piacerebbe portare qui. È il Pjanic d’Uruguay, ed è già stato in prova da noi due anni fa. Era infortunato e non abbiamo chiuso l’affare. È un profilo che ha seguito da vicino Druda e sono certo che potrebbe fare bene in Italia. A Montevideo ci sono tanti giocatori. Ricordo quando vedemmo per primi Ricardo Coates. L’avevo chiesto al Nacional Montevideo, ma un mese dopo è finito al Liverpool per 7 milioni di dollari». Insomma, il ponte che è stato costruito tra il club del presidente Sebastiani e quello di Mesa potrebbe portare ad altri affari, specie con il Pescara in serie A. «È vero», afferma, Bankowski, che spiega il suo punto di vista sulla volata promozione: «Non sarà facile puntare al 2° posto, ma nei play off possiamo dire la nostra fino in fondo. Il Pescara agli spareggi non ha mai deluso, quindi, io ci credo. Possiamo arrivare in A». La chiusura la dedica allo stato di salute del club che sta definendo una ricapitalizzazione di 2 milioni di euro. «A fine aprile sarà completata e non ci saranno problemi. Eventuali nuovi ingressi? Non lo so, ma se ci sono persone serie e interessate al Delfino perché no».
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