Lanciano, D’Aversa soddisfatto dopo l'esordio: col Catania è un punto d’oro

31 Agosto 2014

Il tecnico rossonero: abbiamo sofferto l’uno contro uno, poi nella ripresa la squadra mi è piaciuta sul piano del gioco

CATANIA. Un finale incandescente ha prolungato oltremodo il post-partita di Catania-Lanciano. Una gara pirotecnica, decisasi nel finale e che ha avuto strascichi anche dopo il 90’. Animi piuttosto surriscaldati negli spogliatoi, conseguenza della doppia espulsione di Calaiò e Grossi. Un problema che dunque ha allungato i tempi delle conferenze stampa, con i protagonisti della partita, allenatori in primis, presentatisi in ritardo nella sala stampa del Massimino. Il calcio è anche questo, e dopo una partita del genere lo si sa bene.

Lo sa bene Roberto D’Aversa, che un debutto così in Serie B non poteva aspettare. «Non era facile venire a giocare a Catania», sono state le prime parole dell’allenatore del Lanciano in sala stampa, «perché si tratta di un campo ostico ed importante. Abbiamo affrontato una squadra blasonata e per me è stata una grandissima emozione: porterò sempre con me il ricordo di questo esordio come allenatore».

Ha sognato anche il colpaccio a Catania, sul campo di una retrocessa dalla A, fra le principali accreditate alla vittoria finale. Alla fine il pari sta anche stretto alla Virtus Lanciano: sotto di un gol all'intervallo, il Lanciano era anche riuscito a ribaltare il risultato con un micidiale uno-due in avvio di ripresa, su rigore.

Da qui il rammarico del tecnico dei frentani che a fine gara ha sottolineato la lucidità dei suoi. «La speranza di uscire indenni dal Massimino c’era», ha svelato D’Aversa, «e addirittura siamo andati vicini al successo. Resta comunque il rammarico per come si era messa la partita, ma ci prendiamo un punto d’oro per iniziare il percorso verso la salvezza che è il nostro obiettivo».

Un Lanciano che però ha anche mostrato delle lacune evidenti. «Abbiamo sofferto l'uno contro uno in avvio di gara, per quasi tutto il primo tempo. Per quanto riguarda il secondo tempo», ha detto D’Aversa, «mi gratifica l'espressione di gioco mostrato dalla mia squadra e la personalità messa in campo».

L’allenatore del Lanciano non si è voluto soffermare sulla direzione arbitrale, neppure sul gol fantasma dei rossoneri (“onestamente non ho avuto modo di rivederlo”). D’Aversa ha poi speso due parole sul Catania accreditato alla promozione in serie A. «Per le squadre che retrocedono è difficile trovare subito gli equilibri. All'inizio è dura, poi i valori verrano fuori. Il nostro obiettivo e la salvezza».

Decisamente amareggiato il tecnico degli etnei Maurizio Pellegrino, il grande ex della partita. «Non abbiamo vinto perché il Lanciano ha pareggiato allo scadere», ha esordito visibilmente tirato in viso. «Buono il primo tempo, nella ripresa ci siamo allungati troppo». Pareggiarla in questa maniera fa male a tutto l’ambiente, in primis a Maurizio Pellegrino che a pochi secondi dalla fine pregustava la prima vittoria in campionato. Invece il campionato di serie B sarà così: difficile. «Alla fine il Catania l'aveva vinta, abbiamo commesso una grossa ingenuità, che ci condanna in maniera eccessiva. Fase difensiva da migliorare? La fase difensiva è un contesto, vanno corrette le individualità. Si poteva fare di più nell'uno contro uno», ha concluso Pellegrino.