Lanciano, il club sbatte la porta in faccia a Pupillo

14 Gennaio 2021

Incontro in Comune per discutere dei problemi economici e del Biondi, ma i dirigenti se ne vanno

LANCIANO. Sfogo di Claudio Alluni che prende e se ne va seguito dagli altri membri della società. È finita così la riunione ieri mattina in Comune tra il sindaco Mario Pupillo, l’assessore allo sport Davide Caporale e il Lanciano 1920 con la presidente Cristina Chiaretti, il vice Claudio Alluni, il direttore generale Fabio Sguerzo e il segretario Giampaolo Gorelli. Un incontro organizzato per chiarire alcune questioni inerenti presunte pendenze economiche societarie nei confronti di tesserati e fornitori, oltre alle condizioni dello stadio Biondi, la cui gestione è affidata al Lanciano fino a giugno 2022. Non si gioca dal 25 ottobre, quando il Lanciano 1920, che ha 6 punti e una gara da recuperare ad Alba Adriatica, ha perso a Nereto 1-0, ma in città tengono banco le vicissitudini societarie; addii di giocatori e allenatori, fornitori in rivolta. Situazione ingarbugliata a cui il Comune voleva mettere un punto con una riunione chiarificatrice finita invece in malo modo con la società che va via. Rappresentanti dell’amministrazione esterrefatti e pronti ad andare avanti con i controlli e l’eventuale revoca della concessione dello stadio, se ci dovessero essere inadempimenti che ieri non sono stati verificati. Insomma, un clima non proprio idilliaco. «Io e il sindaco siamo rimasti esterrefatti dal comportamento del vice presidente Alluni», dice l’assessore Caporale, «che dopo un turpiloquio si è alzato ed è andato via. Un comportamento inaccettabile. E fino a poco prima c’era stato un monologo da parte dello stesso Alluni secondo cui la città ha solo porte chiuse, nessuno è disposto a dare una mano alla nuova proprietà. Ha detto che ci sono pregiudizi, un clima ostile verso una società che ha grandi progetti. E ha parlato ad esempio del sintetico al Biondi, di aver pagato i fornitori. Ha sventolato le copie dei bonifici. Ma noi siamo rimasti alla caldaia rotta, al manto erboso messo male e alle proteste dei nostri cittadini. Volevamo chiarire, ma sono andati via».
«Per quanto concerne lo stadio Biondi e le presunte inadempienze strutturali segnalate dallo stesso assessore, la società si è fatta carico di lavori per la realizzazione di svariate migliorie», la replica della società affidata a una nota, «e, pur nel totale rispetto dei ruoli e delle istituzioni, precisa di non aver alcuna intenzione di vedere il nome e l’operato infangati con considerazioni poco edificanti». La presidente Chiaretti prova a lanciare un messaggio distensivo. «La società auspica un ritorno ad un clima di collaborazione scevro da astio e personalismi, rispettoso solo ed unicamente della gloriosa tradizione sportiva frentana». Nella nota si conferma anche di voler andare avanti per «raggiungere prima possibile il professionismo con i colori rossoneri al Biondi o in un'altra struttura. Prerogativa, questa, di fondamentale importanza per la società, ma che potrebbe non fare né caldo né freddo ad un assessore presente in conferenza soltanto per l’aspetto istituzionale e non sportivo».
Teresa Di Rocco
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