Lanciano, rebus in difesa 200 tifosi all’allenamento

Amenta scalpita per partire dall’inizio, a centrocampo il favorito è Vastola L’allenatore D’Aversa (pescarese): gli amici mi sfottono, ma io voglio vincere
LANCIANO. Fiducia a chi ha ben figurato nelle ultime partite oppure spazio a qualche elemento della vecchia guardia rimasto ultimamente a riposo? L’infortunio di Gatto, e la trasferta infrasettimanale di Monachello con la nazionale Under 20, lasciano pochi dubbi su quello che sarà il tridente anti-Pescara di Roberto D’Aversa. Nella Virtus Lanciano che scende in campo domani i nodi da sciogliere riguardano difesa e centrocampo.
Il pacchetto arretrato non ha sfigurato affatto ultimamente, ma contro i biancazzurri non è escluso che D’Aversa torni a fare affidamento all’esperienza di Amenta, rispostando Aquilanti a destra. Da non dimenticare che martedì c’è la trasferta a Trapani, e questa potrebbe essere anche la scelta giusta per conciliare turnover e necessità del momento. Al momento però il turno infrasettimanale in Sicilia è l’ultimo dei pensieri per l’allenatore dei frentani: «Non si pensa mai al turno successivo, figuriamoci adesso!» Per quanto riguarda la mediana, due sono le alternative: reinserire Grossi a sinistra dopo la squalifica, o rilanciare dal primo minuto Vastola? Quest’ultimo giocherebbe a destra e porterebbe allo spostamento di Di Cecco a sinistra per dare man forte a Mammarella, che dovrà vedersela con Politano. Ad ogni modo non ci saranno variazioni tattiche rispetto al 4-3-3 solito, come D’Aversa è tornato a ribadire ieri. Dal Pescara l’allenatore rossonero si aspetta invece «un 4-4-2 o un 4-4-1-1, e comunque un centrocampo a quattro», ha detto il tecnico, «che in ogni caso cambierà poco nella sostanza.
Per quanto riguarda la Virtus, fatto salvo lo schieramento, il primo criterio per scegliere gli undici saranno le condizioni dei giocatori. Questa è una squadra che, per l’attaccamento che dimostra alla maglia, deve essere l’orgoglio della società e di tutta la città: Paghera ad esempio a Crotone non avrebbe dovuto giocare perché doveva ancora recuperare completamente, ma ha voluto esserci ugualmente; lo stesso vale per Grossi che, a suo tempo, pure è rientrato in anticipo dall’infortunio», sottolinea D’Aversa, «da questo punto di vista quello che si vede a Lanciano non si trova in molti posti. La rosa che abbiamo a disposizione non è delle più ampie, e parecchie volte durante la stagione è sceso in campo anche chi non era al meglio». Come sempre il tecnico non anticipa nulla sulla scelte di formazione, sempre che ne abbia già fatte. Tra l’altro ieri, a differenza del solito, l’allenamento del giovedì non si è svolto a porte chiuse.
Oltre 200 tifosi hanno colto perciò l’occasione per occupare la tribuna del Biondi e offrire alla squadra un primo assaggio di incitamento con cori, bandiere e qualche fumogeno.
Per D’Aversa è il primo derby da allenatore, e da calciatore ne ha disputati solo lontano da casa: «Quello di Genova è stato sicuramente il più spettacolare per l’atmosfera, ma quello che ricordo con più piacere è un derby toscano con la Fiorentina quando ero al Siena, che vincemmo 1-0 giocando in dieci».
Essendo ancora abbastanza fresco di “scarpette al chiodo”, a D’Aversa non manca un po’ di rimpianto per non poter vivere dal campo questa gara: «È una di quelle partite che tutti vorrebbero giocare», dice, «lo farò da allenatore, sperando che di momenti difficili non ce ne siano troppi». Tra l’altro l’allenatore della Virtus vive questo derby a tempo pieno, perché è originario di Pescara e vive a Pescara: «È da un anno che va avanti uno sfottò continuo con gli amici». Ma se vince non gli dispiacerà essere accolto male nel bar sotto casa? «Preferisco essere accolto male...».
Andrea Rapino
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