L’Aquila mette già il Diavolo teramano nel mirino: il derby in diretta su Rete8

I rossoblù domenica chiuderanno un trittico duro: dopo Atletico Ascoli e Ancona ci sarà il Teramo. (Nella foto, l’attaccante Claudio Sparacello)
L’AQUILA. E’ iniziata un’altra settimana dirimente per L’Aquila 1927 che domenica avrà un altro big match, il derby del Gran Sasso, in casa contro il Teramo dell’ex calciatore rossoblù Marco Pomante. Un trittico da brividi quello in corso, prima l’Atletico Ascoli, poi l’Ancona e ora il Teramo. Tutte gare di una certa complessità. Due squadre forti, L’Aquila e il Teramo, che si affronteranno in una partita che si preannuncia calda per la posta in palio. Ci sarà la diretta televisiva su Rete 8. A tenere banco è ancora la trasferta ad Ancona. Ai microfoni di Rete8 si è registrato il durissimo sfogo nel post gara del tecnico Agenore Maurizi che se l’è presa con l’arbitro, sopratutto in occasione del pari dell’Aquila ma anche i rossoblù recriminano per la spinta sul difensore in occasione del primo gol con Baldassi che avrebbe potuto essere espulso nel primo tempo. Analizzando la partita dal punto di vista tecnico, L’Aquila 1927 nel primo tempo è apparsa in difficoltà, sopratutto con i terzini. Dopo lo svantaggio si è pagato lo scotto. I rossoblù comunque hanno avuto delle occasioni da gol. I cambi di mister Antonio Andreucci nella ripresa, però, si sono rivelati decisivi, su tutti l’ingresso di Mattia Gasperoni che è sempre un giocatore molto pericoloso, ma anche quello del capitano Mirko Gori che il tecnico aveva tenuto a riposo dopo il risentimento dopo la gara contro l’Atletico Ascoli, non volendolo rischiare da subito in vista del match di domenica prossima.
In sintesi, se la formazione rossoblù era un po’ troppo sbilanciata all’inizio della gara, nella ripresa è stata sistemata. Forti nelle individualità ma per essere “squadra” c’è ancora tanto da lavorare, del resto questo aspetto era cosa nota, essendo una squadra completamente nuova che si sta ancora conoscendo in campo. Un elemento però che è piaciuto, anche ai tifosi, è la caparbietà nel cercare il pareggio sino all’ultimo. La voglia, quindi, di non arrendersi mai. Il carattere c’è, questo è importante.
Gli aspetti tattici, comunque, possono essere corretti e starà al tecnico capire pure se questo modulo va bene sempre o se sarà possibile pure adattare la squadra sul 4-3-3, magari in base alle situazioni. Il capitano Gori, comunque, è un giocatore indispensabile per L’Aquila, dal suo ingresso sono cambiate le geometrie ed è un faro per i suoi in mezzo al campo. Da rivedere c’è sicuramente qualcosa ma ci sono i margini per crescere. Per domenica contro il Teramo, con il pubblico delle grandi occasioni al Gran Sasso d’Italia, il tecnico dovrà rinunciare ancora al centrocampista Amethaj, infortunato di lungo corso, e all’altro centrocampista Sforza che ne avrà per un mese.

