Lauducci si scopre procuratore: «Tra i dilettanti ho fatto di tutto»

2 Settembre 2017

Calciatore, allenatore, giornalista ed ora anche procuratore. Tiziano Lauducci, uno degli opinionisti tv più noti per quel che riguarda il calcio dilettantistico abruzzese, è tutto questo. O almeno...

Calciatore, allenatore, giornalista ed ora anche procuratore. Tiziano Lauducci, uno degli opinionisti tv più noti per quel che riguarda il calcio dilettantistico abruzzese, è tutto questo. O almeno lo è stato, visto che le prime due attività risalgono ai tempi della gioventù. «Come tutti i ragazzi della mia età», spiega il diretto interessato, «anch'io ho iniziato a giocare sui campetti polverosi del mio paese (Pianella, ndc) per poi entrare, nei primi anni '70, nelle giovanili del Penne, allenato da Guido Colangelo e Rocco Core. Ero il classico trequartista: buona tecnica e tiro discreto, che mi valsero alcuni campionati nelle file di Cepagatti, Pianella, Lauretum e Montebello. Passione tanta, ma soldi zero, almeno a quei tempi. Basti pensare che a Montebello, l'allora presidente Paolo Rosati, titolare di un distributore di carburante era solito rimborsarmi con dei pieni di benzina...». Anche da allenatore, Lauducci non si sposta di molto dal proprio paese d'origine. Plenilia (Terza categoria) e Vestina Penne (Seconda): queste le sue panchine. Che lascia definitivamente nel 1992, per dedicarsi alla collaborazione con la carta stampata. «Proprio col quotidiano Il Centro», conferma, «per il quale ho collaborato per ben 21 anni, occupandomi ovviamente di calcio dilettantistico. Contestualmente, nel '96, fui contattato da Gaetano Tereo, che mi propose di lavorare con lui a Rete 8, nella stesura e preparazione di servizi televisivi. Un preludio alla vera svolta, arrivata l'anno dopo grazie a Tiziano Coccia, cui devo gran parte delle mie fortune televisive. Quell'anno infatti nacque la fortunata trasmissione "Abruzzo nel pallone" (ora "Abruzzo Gol", ndc), tuttora in onda dagli schermi dell'emittente privata. Entrato in punta di piedi ho cercato di dare il mio apporto, sfruttando le mie conoscenze calcistiche». Utili, in seguito, anche altrove, ovvero presso l'emittente frentana Telemax. Dove, accanto ad Antonio Calabrese e Sergio Mancini, rimane per ben nove anni, prima di tornare a Rete 8, come opinionista sia ad "Abruzzo Gol" che nei programmi dedicati alla serie D. Il resto è storia recente: "nonno" Lauducci (i figli Gianluca e Giulia gli hanno infatti dato due splendidi nipotini: Ludovica e Nathan, di 4 e 3 anni) viene infatti contattato da Antonio D'Eramo, che gli chiede una mano per trovare una sistemazione al figlio Michael, classe '99. Detto, fatto ed il ragazzo approda all'Avezzano di Paris. «La mia carriera da procuratore», svela Lauducci, «è iniziata lì ed ora, a distanza di poco più di un anno, assisto una ventina di ragazzi, tra serie D, Eccellenza e Promozione. Ragazzi che seguo passo passo avvalendomi della collaborazione, per quel che riguarda le pratiche contrattuali, dell'avvocato Vincenzo Brunetti. Una nuova avventura che cerco di svolgere nella maniera solita: con passione, impegno e tanta umiltà. La stessa che mi ha contraddistinto anche negli altri campi. La soddisfazione più grande? I complimenti che spesso ricevo dai famigliari dei miei assistiti». Una vita ricca di impegni, la sua, eppure anche lui ha un sogno nel cassetto: «Mi piacerebbe», confida in conclusione Tiziano Lauducci, «conoscere di persona Bruno Longhi (di Mediaset, ndc), un giornalista che stimo tantissimo e del quale conservo gelosamente tutti i servizi. A lui infatti ho cercato di ispirarmi, quando ho iniziato a fare le mie prime apparizioni in tv».
Stefano De Cristofaro
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