Lautaro-show: 4 gol in mezz’ora Inter e Milan in vetta a braccetto
L’argentino parte in panchina, entra nella ripresa e mette le ali ai nerazzurri: la Salernitana crolla I rossoneri hanno ragione della Lazio grazie alle reti di Pulisic e Okafor. Poker del Napoli a Lecce
SALERNO. L'Inter soffre un'ora, stringe i denti ma poi ritrova Lautaro Martinez che con un poker da urlo in mezz'ora stende la Salernitana. All'Arechi i nerazzurri vincono 4-0 e riscattano il passo falso casalingo contro il Sassuolo, proseguendo in vetta alla classifica braccetto con il Milan. Inzaghi all’inizio lascia in panchina Lautaro Martinez e affianca Sanchez a Thuram, in difesa gioca Pavard, mentre a centrocampo fa il suo esordio dal 1' Klaasen. L'inizio è tutto di marca nerazzurra: nei primi dieci minuti l'Inter va al tiro in tre circostanze, mettendo i brividi ai 28mila dell'Arechi. Nel secondo tempo Inzaghi, dopo dieci giri di lancette, si gioca subito il triplo cambio, gettando nella mischia Lautaro Martinez, Mkhitaryan ed Asllani. È la mossa che cambia la partita. L'argentino impiega appena otto minuti per sbloccare il risultato, sfruttando una sgroppata sulla sinistra di Thuram. La Salernitana, sotto di un gol, non si disunisce e al 21' pareggia con Legowski ma la posizione di partenza del polacco, sul lancio di Martegani, viene giudicata irregolare dal Var. I granata a questo punto si perdono e l'Inter dilaga con super Lautaro Martinez che prima, approfittando di un errore di Ochoa, deposita la palla in fondo al sacco. Poi trasforma un rigore guadagnato da Thuram. E, infine, chiude i conti con un tap-in. L'Inter torna a correre, per la Salernitana c'è ancora da lavorare. A riswchio la panchina di Paulo Sousa.
Il Diavolo c’è. Tre indizi fanno una prova: il Milan è lì dove merita di essere e dopo l'1-0 al Verona e l'1-3 di Cagliari, piega anche la Lazio con due gol. Per farlo, dopo metà gara alla pari, nella ripresa sfodera cattiveria, agonismo e qualità quando l'avversario va in debito di ossigeno. Anche perché era stato un primo tempo a velocità folle, con errori e una sola vera occasione a pochi secondi dall'intervallo che sbatte sul palo. Decidono Pulisic e Okafor, addolcendo una serata che ha la sola amarezza del nuovo stop per infortunio di Loftus-Cheek. «Volevamo cercare di più la profondità, qualche volta nel primo tempo abbiamo forzato un po’ troppo prendendo qualche ripartenza. Nel secondo siamo stati più energici e il fatto che la squadra lo abbia fatto è importante. Abbiamo vinto una partita difficile. Adli? Era la prima partita che giocava a San Siro, può essere più intraprendente, è diventato uno di quei 20 giocatori che possono giocare ogni partita», ha detto Stefano Pioli, allenatore del Milan. E poi: «Sarebbe un peccato se Loftus-Cheek si fermasse, per lui è un problema all’addominale, è stato toccato un gruppo muscolare importante e speriamo bene».
Il Napoli va di poker. Prova di forza del Napoli che cala il poker al Lecce, dopo aver fatto altrettanto mercoledì sera contro l'Udinese. Cercava la conferma la squadra di Garcia, e la conferma è puntualmente arrivata. Nel primo tempo c'è stato un sostanziale equilibrio, rotto solo dal colpo di testa vincente di Ostigard. Nella ripresa gara in discesa per i partenopei grazie alla rete in apertura di Oshimen, per i primi quarantacinque minuti risparmiato in ottica Real, e nel finale gloria anche per Gaetano e Politano (rigore). Un 4-0 perentorio che rimette in piena corsa scudetto i partenopei, e lascia alle spalle il difficile avvio di stagione e le polemiche.
Angelo Caradonna

