Lega e Fdi all’attacco di Gravina: «Deve rassegnare le dimissioni»

19 Ottobre 2023

ROMA. Lo scandalo scommesse divide lo sport e la politica. Dopo quanto emerso sul tema, la Lega ha attaccato in maniera decisa i vertici del mondo del pallone — nello specifico sono state chieste le...

ROMA. Lo scandalo scommesse divide lo sport e la politica. Dopo quanto emerso sul tema, la Lega ha attaccato in maniera decisa i vertici del mondo del pallone — nello specifico sono state chieste le dimissioni del presidente Figc Gravina — mentre il Coni, attraverso la posizione del presidente Malagò, difende l'operato del numero uno della Federazione. «Alla luce di quanto è accaduto e sta emergendo nel calcio italiano tra scommesse, doping, fallimenti sportivi, problemi infrastrutturali e televisivi, crisi economiche: cosa deve accadere ancora per rivoluzionare la guida del movimento? È sempre più necessario, per rispetto di milioni di appassionati e in particolare dei più giovani, un radicale cambiamento a partire dalle dimissioni del presidente Gravina» tuona la Lega in un comunicato ufficiale. Apriti cielo. Nella maggioranza e nell’opposizione è tutto uno smarcarsi e un distinguersi. A cominciare da Fratelli d’Italia il partito della Premier Giorgia Meloni che per bocca del senatore Paolo Marcheschi, responsabile Sport del partito precisa: «Il calcio italiano ha necessariamente bisogno di un’opera autoriformatrice e il fenomeno delle scommesse rappresenta solo la punta dell’iceberg. Abbiamo più volte sollevato questa problematica e crediamo che la soluzione a tutto ciò non sia rappresentata dalla richiesta di dimissioni di Gravina, che attengono all’autonomia del sistema calcistico, quanto piuttosto dal verificare se vi siano le condizioni di un commissariamento della Figc da parte del Coni».
Secca la risposta di Giovanni Malagò, il numero uno del Coni: «La mia posizione la conoscete e non può che essere così da presidente Coni», dichiara Malagò che si schiera con il presidente della Figc. «È molto importante che la politica si occupi di sport, ce n'è un grande bisogno, ma questo non significa che debba occupare lo sport».