Lega Serie A, pugno duro contro i razzisti: «Fuori dagli stadi»

ROMA. Pugno duro della Lega Serie A contro il razzismo negli stadi. Nell'ultima assemblea, nelnuovo International Broadcast Centre della Lega a Lissone, si sono riunti ieri i rappresentanti delle...
ROMA. Pugno duro della Lega Serie A contro il razzismo negli stadi. Nell'ultima assemblea, nelnuovo International Broadcast Centre della Lega a Lissone, si sono riunti ieri i rappresentanti delle società di A (tranne la Salernitana). La lotta al razzismo è stato il punto principale dove sono stati mostrati gli sviluppi della campagna contro il razzismo "Keep Racism Out" promossa dalla Lega Serie A durante la scorsa stagione con la collaborazione di tutte le società e dell'Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e confermata anche per quest'anno. Una linea dura stimolata anche dagli ultimi episodi di razzismo nei confronti di alcuni calciatori del Napoli (Koulibaly, Anguissa e Osimhen) nel match contro la Fiorentina. Mercoledì prossimo, in occasione della periodica Commissione Csr, i club di Serie A adotteranno nuove misure condivise per affrontare manifestazioni di razzismo negli stadi come la possibilità di vietare l'accesso in tutti gli impianti a chi dovesse rendersi protagonista di tali episodi, come succede in Premier League dove i tifosi vengono colpiti anche sui social network oltre che allo stadio.
Il caos Dazn. Non solo razzismo, perché sul tavolo della Lega di A è finito anche lo spinoso tema Dazn. L'Agcom è intervenuta a gamba tesa. Niente multa, ma una procedura d'urgenza sulla piattaforma streaming per imporre lo stop ai malfunzionamenti nella trasmissione delle partite del campionato di Serie A e risolvere anche il problema degli ascolti. È questa la posizione del Consiglio dell'Agcom, che ha così ordinato a Dazn, tra le altre cose, di adottare «ogni accorgimento funzionale a prevenire i malfunzionamenti della propria piattaforma», anche attraverso comportamenti che siano rispettosi degli utenti. L'Autorità ha infatti ritenuto «insufficienti le iniziative volontarie poste in essere dalla società» e per questo ha deciso di intervenire, «in considerazione del valore economico e sociale riconosciuto dall'ordinamento al calcio». Inoltre, l'Agcom ha avviato un procedimento «per definire i parametri di qualità dei servizi di trasmissione delle partite», oltre alle «soglie ed i criteri per la quantificazione e la corresponsione di indennizzi nei confronti degli utenti a fronte dei disagi subiti». Infine, è stato avviato anche un procedimento istruttoria per verificare la «congruità delle metodologie utilizzate da Dazn per la misurazione delle audience», tema non secondario anche per i club considerando che dagli ascolti delle partite in tv dipende anche una fetta corposa (l'8%) dei ricavi da diritti tv che le società incassano ogni stagione.

