Lo Re attacca: i sardi ci hanno preso a calci e pugni Comportamento indecente, questo non è calcio

6 Giugno 2022

L’AQUILA. Nonostante la finale conquistata, Sergio Lo Re si presenta nella sala conferenze del Gran Sasso-Acconcia ed è un vero e proprio fiume in piena. Furioso come non mai l’allenatore rossoblù e...

L’AQUILA. Nonostante la finale conquistata, Sergio Lo Re si presenta nella sala conferenze del Gran Sasso-Acconcia ed è un vero e proprio fiume in piena. Furioso come non mai l’allenatore rossoblù e il motivo riguarda la fase finale della partita in cui sono stati espulsi Scognamiglio, Ponzi e il portiere in seconda Meo. «Non è facile stare a commentare dei comportamenti che io avevo messo in preventivo. Altro che terzo tempo, loro sapevano che ci sarebbe stato il ritorno. Con l’Ossese è partita una rissa dopo 6 minuti, quindi sapevo che il Taloro è capace di fare questo», afferma Lo Re con tono rabbioso e sbattendo i pugni sui tavoli. «Adesso i giocatori avversari cantano pure, perché pensano di averci rovinato la finale. Si sbagliano di grosso e intanto prendono l’aereo andando a casa. Non avevamo motivo per fare casino. Loro hanno fatto una caccia all’uomo tutta la partita: questa è la squadra che ci ha fatto il terzo tempo. All’andata non ho detto niente, ma Romanucci è stato morso al collo da uno di questi signori. Ho rabbia perché ha perso il calcio. Ci hanno preso a calci, a pugni e a schiaffi». Per Lo Re «non era facile mantenere la concentrazione dopo un vantaggio (2-0, ndr) del genere. Ma nel doppio confronto si è visto che non ci siano dubbi sui valori in campo. Sul 2-0 abbiamo sbagliato anche diversi gol, c’è tanto rammarico. Io volevo che questa partita finisse 10-0 perché avevo avuto modo di subire insulti in Sardegna nella gara di andata. Questo schifo che sono venuti a fare qui è da condannare, anche perché c’erano tanti bambini a vedere la partita. Come si può parlare di calcio? Non è stata una partita. Scognamiglio nel primo tempo è uscito con la maglia strappata». Quanto ai giocatori espulsi «nelle due finali avremo modo di trovare i sostituti. Ma ripeto non riesco a parlare di calcio, sono venuti a fare la guerra. Inutile parlare di tattica. Caduti nel tranello delle provocazioni? Devo rivedere le immagini, ma i ragazzi hanno una dignità: se vengono presi a calci e a pugni tutta la partita, sfido chiunque a non reagire. Ci fa piacere stare in finale, ma quanto accaduto è una cosa indecente. Al di la di questo faccio i complimenti al pubblico e sono orgoglioso di aver assistito ad uno spettacolo del genere».
Nessun esponente del Taloro Gavoi si è presentato in sala conferenza, sia per necessità di rientrare in Sardegna il prima possibile e sia per motivi di sicurezza visto quanto è accaduto. (p.t.)
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