Malagò incorona Mancini ct: «Ha rinunciato a tanti soldi pur di allenare la Nazionale»

Il presidente del Coni e commissario della Lega A ufficializza la scelta Stoccata ai “ribelli” che rivogliono Abete in Figc: «Metodo sbagliato»
CHIETI. L'investitura ufficiale è arrivata durante il premio Prisco. Dal teatro Marrucino di Chieti si è alzato il sipario sul nuovo ciclo della Nazionale. E’ Roberto Mancini, 53 anni, il nuovo allenatore dell'Italia. La notizia - già nell’aria - è stata confermata ieri mattina dal commissario della Figc, Roberto Fabbricini, arrivato a Chieti per accompagnare il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a ritirare il premio speciale della giuria presieduta da Sergio Zavoli. Poi, in serata, l’ufficializzazione della Figc. «Mancini ha dimostrato una grande voglia di allenare la Nazionale», il pensiero di Fabbricini. «E' stata questa la molla che ci ha spinto a scegliere lui. La sua grande aspirazione a guidare la Nazionale è una garanzia per il futuro».
Dopo essersi liberato dallo Zenit di San Pietroburgo e rinunciato agli ultimi due anni di contratto per un totale di circa 13 milioni di euro, Mancini è atterrato ieri mattina all'aeroporto di Fiumicino e oggi sarà presentato alle ore 12 a Coverciano. Ieri sera l’annuncio di un accordo raggiunto nelle scorse settimane dopo che Carlo Ancelotti, un altro dei papabili, aveva declinato l'offerta. Mancini prende il posto del traghettatore Gigi Di Biagio e guiderà la Nazionale fino agli Europei del 2020 con un contratto di circa due milioni all'anno. L'arrivo dell'ex allenatore dello Zenit potrebbe spalancare di nuovo le porte della Nazionale all'attaccante Mario Balotelli, in forza al Nizza, che Mancini ha già avuto all'Inter e al Manchester City. Mancini farà il suo esordio sulla panchina azzurra il 28 maggio, a San Gallo, nell'amichevole con l'Arabia Saudita. Poi il primo giugno test a Nizza con la Francia e il 4 giugno a Torino con l'Olanda. Dal palco del teatro Marrucino, Malagò ha benedetto l'arrivo di Mancini, apprezzando il suo gesto di aver rinunciato alla pioggia di milioni dello Zenit. «C'erano diverse ipotesi per individuare il nuovo ct, come d'altronde i commissari Fabbricini e Costacurta avevano sostenuto», ha detto il presidente del Coni. «Si sta andando verso Roberto Mancini che, a prescindere dai giudizi che possiamo fare sull'allenatore, ha dimostrato di volere moltissimo questo ruolo, facendo un gesto importante e apprezzato come quello di rinunciare a due anni di contratto con lo Zenit. Credo che questo gesto, nel contesto storico che stiamo vivendo, un allenatore della Nazionale italiana lo dovesse dare. Poi, è sempre difficile parlare di scelta migliore, ma io penso che questa di Mancini sia una scelta giusta. Ora vediamo sul campo». Malagò ha anche parlato della candidatura a presidente della Figc di Giancarlo Abete (sarebbe un ritorno), nome scelto dalla Lega Dilettanti, dalla Lega Pro, dall'Aic e dall'Aia, ma non dalla Lega di serie A. «Giudizi personali sui candidati non li ho mai dati. Ma ritengo sbagliato che ci possa essere una candidatura senza tener conto della Lega di serie A che in questo momento sta concludendo il suo iter della governance. La metodologia è sbagliata».
L'altro tema caldo è quello dell'assegnazione dei diritti televisivi. «Il 22 maggio convocheremo la terza assemblea dove basterà la maggioranza semplice per prendere una decisione. C'è più facilità di arrivare a una conclusione perché la maggioranza può essere raggiunta a undici o a nove. Va presa subito una decisione». Infine, il ricordo di Giuseppe Prisco. «Ho avuto la fortuna di conoscerlo perché mio papà era dirigente della Roma e quindi lo incontravo negli stadi. Era una persona che non potevi non rispettare e amare. Aveva eleganza, stile e ironia. Era un grande personaggio che non diceva mai cose banali e aveva il coraggio di rappresentare la sua passione viscerale per l'Inter. Sono onorato di ricevere questo premio».
Giammarco Giardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

