Mammarella scuote il Lanciano «Non siamo sazi, rialziamoci!»

25 Marzo 2015

Il capitano dei rossoneri carica in vista della sfida di domenica al Biondi contro la Virtus Entella: «A Vercelli atteggiamento sbagliato, ma nulla è perduto: dobbiamo raggiungere la salvezza in fretta»

LANCIANO. «È mancato qualcosa a Vercelli? Forse sì, l’atteggiamento giusto, quelle qualità caratteriali più che fisiche che ci contraddistinguono. Ma il Lanciano, seppur a sprazzi, ha comunque giocato e in campo noi scendiamo sempre per dare e ottenere il massimo». È il capitano Carlo Mammarella, 29 presenze, 3 gol,a spiegare la “debacle” di Vercelli, la settima sconfitta stagionale della Virtus arrivata forse un po’ a sorpresa, dopo la bella e convincente vittoria in casa contro il più quotato, stando alla classifica, Avellino. «È normale che per la sconfitta i primi ad essere delusi siamo noi calciatori», ha spiegato il capitano rossonero, «poi sembra una delusione maggiore perché il Vercelli era in difficoltà, si era detto che veniva da un periodo in cui non riusciva a fare i tre punti, faceva fatica. Ma è anche vero che siamo andati su un campo dove la Pro Vercelli ha fatto 27 dei 35 punti che aveva in classifica e un motivo ci sarà». Insomma, una squadra che in casa macina gioco e punti, anche se questa non è una giustificazione per la sconfitta arrivata dopo una traversa colpita da Amenta ad un quarto d’ora dalla fine. «Certo il problema è un altro», ha chiarito Mammarella, «quello forse di non essere scesi in campo mettendo prima quelle qualità da cui non possiamo prescindere; ossia, determinazione, grinta e cattiveria, che ci contraddistinguono. Non è stata la squadra battagliera che aveva affrontato l’Avellino la settimana prima».

Meno mordente perché i rossoneri si sentono già appagati? Un dubbio che per Mammarella non deve neanche sfiorare la mente dei tifosi.

«Quando sei a 43 punti, hai ancora 10 partite avanti e un campionato in cui può accadere ogni cosa a poche giornate dalla fine, non sei affatto appagato. Anzi. Io il sabato vado in campo per vincere, per lottare e arrivare subito a quella quota 50 che ci garantirebbe la salvezza. Ma non significa che poi smetto di giocare. E come me, i miei compagni. Se, raggiunti i 50 punti, entrassi nello spogliatoio e dicessi ai compagni: “bene, ora andiamo al mare”, mi prenderebbero per pazzo, se non a sberle. Per molti di noi puntare in alto è un’occasione unica e difficile da riproporre in futuro».

Lo scorso anno la Virtus era davvero ad un passo dai play off. A dieci partite dalla fine era nella zona che profuma di A, aveva 48 punti, aveva perso 10 gare (3 in più rispetto alle stesse giornate di quest’anno) ma pareggiate solo 9. Aveva incassato meno gol rispetto ad oggi (31 anziché i 39 subiti quest’anno), ma anche segnato molto meno (31 gol fatti contro i 45 segnati finora).

Una situazione diversa. Come è anche giusto che sia visto che i confronti non si possono fare poichè sono cambiati molti protagonisti e le situazioni vissute sono diverse. Poi, mancando 10 partite, non è neanche tempo di bilanci, come precisato da Mammarella.

«L’anno scorso avevamo una classifica diversa e comunque ogni campionato, come ogni partita, ha una storia a sé. Stiamo facendo un buon campionato, nonostante i tanti infortuni e le situazioni sfavorevoli che si creano. Ultima le convocazioni delle nazionali che stravolgono la squadra psicologicamente. Noi contavamo su Cerri e Monachello e loro poi vanno via per 10 giorni con le nazionali. Ma non molliamo di un centimetro. E lo dimostra anche Aridità che ha giocato con uno stiramento di 6 millimetri alla coscia». La Virtus non molla e non dovrà mollare domenica al Biondi contro una diretta concorrente per la salvezza, staccata solo 3 punti in classifica e che venderà cara la pelle; la Virtus Entella. «Che sia chiaro: il sabato scendiamo in campo per ottenere il massimo», ha chiuso il capitano rossonero, «poi possono esserci prestazioni positive o negative e risultati conseguenti, ma noi facciamo il massimo. L’impegno non si discute, c’è sempre».

Teresa Di Rocco

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