Mancini ha voglia di Italia «Cambiamo e ripartiamo»

29 Marzo 2022

Il ct nonostante la mancata qualificazione a Qatar 2022 va verso la conferma: «Ho ancora tempo per vincere il Mondiale». Stasera l’amichevole con la Turchia

FIRENZE. Roberto Mancini non molla. Roberto Mancini non lascia. Se non dice esplicitamente «resto come chiesto dalla Figc» è solo per forma - oggi la Turchia, poi un nuovo colloquio con il presiente Gravina - ma il ct rimane al timone di questa Nazionale che nel giro di 9 mesi è passata dal paradiso dell'Europeo vinto a Wembley contro l'Inghilterra all'inferno della sconfitta con la Macedonia costata la qualificazione (per la seconda volta di fila) al Mondiale in Qatar.
«Mi sento di restare perché sono ancora giovane, il mio obiettivo era vincere un Europeo e un Mondiale, per quest'ultimo dobbiamo rinviare un attimo e mi serve ancora tempo, ma posso divertirmi ancora molto e organizzare con i ragazzi qualcosa di importante» ha detto, ieri, alla vigilia della trasferta in Turchia, tornando a parlare per la prima volta dalla maledetta notte del 24 marzo, quando di fronte all'invito a restare del presidente federale aveva risposto: «Il responsabile sono io, devo riflettere».
Ora la delusione sembra meno cocente, e il ragionamento deve essere che un comandante che si rispetti non abbandona la nave nel mezzo della tempesta, ma resta per farla ripartire e solcare altri mari, raggiungere altre mete: è la scelta che dopo giorni tormentati ha preso il commissario tecnico. Arrivando a sciogliersi in sorriso quando ha aperto i cancelli di Coverciano per far entrare la troupe di Striscia la Notizia e “incassare il Tapiro gigante. «È più che meritato. Avevo fiducia, purtroppo le cose talvolta vanno male. Ma io non mollo - ha gonfiato il petto - Ci riproviamo per il prossimo Mondiale».
Mancini dunque resta e rilancia, determinato ad affrontare nuove sfide al timone della Nazionale, anche se l'eliminazione obbliga inevitabilmente a riflessioni e valutazioni sull'intero progetto. «Ho parlato con il presidente Gravina, siamo allineati su tutto e questo mi fa piacere. Dopo la partita di domani (oggi, ndr) riparleremo e ragioneremo con calma su cosa c'è da migliorare per il futuro». Per formalizzare la scelta, servirà probabilmente un colloquio approfondito. «Bisogna aprire un nuovo ciclo, inseriremo di sicuro più giovani già a giugno per gli impegni della Nations League e pensando all'Europeo fra due anni. Di ragazzi bravi ce ne sono, spero che abbiano sempre maggiore spazio nei loro club» ha rimarcato il ct. E stasera (ore 20,45) c’è l’amichevole della tristezza.
Sarà una sfida fra deluse quella fra Turchia e Italia in programma a Konya, ma anche una sfida che per il ranking Fifa ma soprattutto per l'orgoglio gli azzurri sono chiamati ad onorare dopo la notte buia di Palermo.
Al di là degli avversari, l'Italia deve dare un segnale immediato di riscossa e per riuscirci si affiderà ad un mix di veterani e giovani: Donnarumma fra i pali, Acerbi e Chiellini al centro della difesa (Bonucci entrerà a gara in corso), De Sciglio e Biraghi esterni, in mediana Tonali con Cristante e Pessina (con Locatelli e Pellegrini pronti a subentrare), in avanti l'inedito tridente Zaniolo, Scamacca e Raspadori. Prove di futuro insomma.
Angelo Caradonna