Marquez ha il titolo in pugno, Rossi e Dovizioso segnali di resa
ALCAÑIZ (SPAGNA) . Marc Marquez comincia a sentire l'odore dell'ennesimo titolo Mondiale. Alla vigilia del Gran Premio di Aragon (il via domenica alle 14) il campione spagnolo sente già l'aria della...
ALCAÑIZ (SPAGNA) . Marc Marquez comincia a sentire l'odore dell'ennesimo titolo Mondiale. Alla vigilia del Gran Premio di Aragon (il via domenica alle 14) il campione spagnolo sente già l'aria della festa sul circuito di casa dove proprio ieri gli hanno intitolato una curva del tracciato. Con Valentino Rossi in chiara difficoltà e i ducatisti Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo troppo lontani in classifica per fare davvero paura, vincendo domenica potrebbe mettere un tassello decisivo per chiudere la pratica iridata già in Thailandia, a Buriram, nella prima corsa della storia del Paese asiatico. «Mi sembra più pericoloso Dovizioso», afferma Marquez, «però sono temibili entrambe le Ducati, sia Jorge che Andrea mi sembrano molto competitivi». Con sei Gp alla fine Marquez ha 67 punti su Dovizioso e 70 su Rossi. Di tutt'altro umore Valentino Rossi: «La Yamaha sta correndo ai ripari ma il gap da recuperare è grande e cercheremo di fare in tempo», dice Rossi. E a confermare che il discorso per il titolo sia già chiuso è lo stesso Dovizioso nonostante le perfomance ritrovate della sua Ducati: «Le possibilità sono molto basse», ammette il forlivese, «la nostra moto è buona ma se vogliamo lottare l'anno prossimo per il titolo con la Honda dobbiamo lavorare tanto».
Ad Aragon si parla anche della follia di Misano targata Romano Fenati. Non cambia idea, Cal Crutchlow. «Fenati ha provato la carta della storia strappa lacrime chiedendo scusa, ma io non gli credo», dice l’inglese che a Misano aveva chiesto la radiazione di Fenati. «Ha fatto una azione brutta, ma il caos mediatico è stato eccessivo, sembrava che avesse ucciso qualcuno, non esageriamo», ribatte Marquez. Dovizioso approva. «La penalità doveva essere ed è stata severa, però non sono d'accordo con i social che creano odio, non mi piace questa situazione e come i media l'hanno gestita».

