Marzoli fa le carte: Chieti può essere la grande sorpresa

23 Agosto 2015

Il tecnico teatino: «Abbott sarà il leader dei biancorossi Roseto è indietro, ma al solito farà perno sul collettivo»

CHIETI. «Vedo Chieti davanti a Roseto. La Proger può essere la sorpresa del girone e inserirsi a ridosso delle prime, gli Sharks devono ancora completare la squadra, ma partono da una buona base perché hanno confermato l'ossatura dello scorso anno. La favorita del girone est? Verona, senza dubbio». A un mese e mezzo dall'inizio del campionato di A2 di basket, Nino Marzoli fa le carte alla nuova stagione e alle due squadre abruzzesi. L'esperto allenatore di Chieti, icona della pallacanestro teatina per aver allenato la grande Rodrigo negli anni Ottanta, promuove i biancorossi e rimanda alla fine del mercato ogni pronostico sui biancazzurri.

Marzoli, partiamo dalla Proger Chieti. Che idea si è fatto della nuova squadra?

«Innanzitutto, va dato merito alla società di essersi mossa in anticipo e di aver completato già il roster. Ty Abbott sarà il leader della squadra. E' un giocatore che ho visto giocare a Forlì ed è forte sia in fase difensiva che in quella offensiva. Armwood è molto fisico, in A1 con Trento non ha lasciato il segno, ma penso che in A2 possa fare bene. Dei più giovani, la sorpresa sarà Vedovato. L'ho visto durante gli europei under 20 ed è un giocatore dinamico che copre bene il campo. Per Chieti sarà un ottimo cambio, nel caso in cui non dovesse partire nel quintetto iniziale. Sipala e Piccoli, invece, sono da scoprire».

E Roseto?

«La squadra è ancora incompleta. Aspetto l'arrivo del secondo americano per dare un giudizio. Ha confermato Moreno, Marini, Ferraro e Borra e penso che il collettivo farà la differenza. Un ritorno di Sylvere Bryan darebbe una grossa mano».

Dove possono arrivare le due abruzzesi?

«E' difficile fare pronostici ad agosto. Sicuramente oggi Chieti è davanti a Roseto e può essere la sorpresa del girone. Gli Sharks hanno un budget inferiore e devono salvarsi. Penso che Roseto partirà con una squadra che modificherà durante la stagione come successo negli ultimi anni. La favorita del girone est è Verona, subito dopo Bologna, Treviso, Brescia, Mantova e Trieste».

Che ne pensa dei due coach Galli e Trullo?

«Entrambi rappresentano la continuità. Galli è bravo con i ragazzi e lo scorso anno ha fatto bene con una squadra forte e un giocatore straordinario come Sollazzo, raggiungendo anche il premio relativo al maggior utilizzo degli under. Di Trullo mi piace che riveste il doppio ruolo di allenatore e direttore sportivo ed è una fortuna che avrei voluto avere anche io».

La nuova formula dell'A2 la convince?

«Trentadue squadre sono troppe e temo che ci possano essere alcune esclusioni durante la stagione perché alcune società non hanno la forza economica e i costi del campionato sono alti. Faccio un esempio: lo scorso anno il Barcellona Pozzo di Gotto non è sparito per miracolo e adesso fa l'A2. I criteri di allargamento del campionato sono sbagliati e nemmeno la suddivisione dei gironi mi convince».

Giammarco Giardini

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