Maurizi: ci siamo ripresi i punti persi con la Fermana

Il tecnico: «Non esaltiamoci troppo, a Teramo manca l’equilibrio nei giudizi» Infantino: «Il migliore è stato Gomis, gli mandiamo un grande in bocca al lupo»
BERGAMO. Impallinato ma vincente. Sotto di parecchio in termini di occasioni, ma pronto al passo forse decisivo verso la tranquillità. Diavolo d'un Teramo, che cinismo: «Sì, credo proprio sia il termine adatto a definire la prestazione in casa dell'Albinoleffe, anche se quota 34 è un punto di partenza. Non siamo ancora arrivati da nessuna parte», l'esordio a bocce ferme di Agenore Maurizi, che col 2-1 di ieri a merenda ha mangiato ai seriani il quarto punto sui sei disponibili negli scontri diretti. Quello di Bergamo è stato lo start del filotto di scontri diretti per la salvezza: Virtus Verona, Giana e Renate gli scogli ancora da dribblare.
«Sul piano puramente tecnico niente da dire, si è trattato di una prova abbastanza modesta della mia squadra, al netto dell'azione del pari alle soglie dell'intervallo che ci ha consentito di rimanere a galla», spiega il tecnico di Colleferro, «ma avevamo di fronte una squadra importante, tecnica e organizzata, che ha preso tre legni oltre ad aver collezionato occasioni su occasioni». La chiosa è rapida come l'analisi: «Ci siamo ripresi quanto c'era stato tolto contro la Fermana giocando una partita tutta all'attacco a differenza di stavolta. Portiamo a casa il bottino pieno e non esaltiamoci troppo, l'errore che si fa a Teramo ogni tanto è non mantenere l'equilibrio nei giudizi in caso di vittoria o sconfitta».
A Christian Ventola, sbucato quasi dal nulla nel finale per l'episodio che ha deciso il match, l'onere di raccontarla a proteste locali ormai esaurite: «Sul fatto che fosse un fallo da rigore non credo possano sussistere dubbi, perché Genevier mi è arrivato da dietro toccandomi su entrambe le gambe», osserva il pendolino della fascia destra degli abruzzesi, «Gennaro Armeno mi ha allungato l'ultima palla utile della nostra partita: ce ne sono state poche. Io mi ci sono fiondato e m'è andata bene. Per la salvezza, comunque, mancano almeno le prossime tre gare prima di dire quanto potremo allontanarci dalla zona calda».
Inevitabile l'onore delle battute finali all'eroe della domenica, Saveriano Infantino, ovvero taglio in area per l’1-1 e penalty del sorpasso: «Settimo gol in otto partite, niente male, ma è il gruppo che è uscito vincitore da questa trasferta. La palma del migliore però è giusto assegnarla a Lys Gomis, cui mandiamo tutti un grande in bocca al lupo. Ha blindato la porta». Un numero uno in tutti i sensi, l’estremo difensore che si è gravemente infortunato: Maurizi, prima di risalire sul pullman, l'ha definito «grande portiere e soprattutto grande persona».

