Mazzotta non rimpiange il Parma: «Rifarei la stessa scelta cento volte»

PESCARA. È un po’ esagerato chiamarlo l’ultimo dei romantici del pallone, ma quello che ha fatto a gennaio si vede raramente in un mondo dove regna il Dio denaro. Antonio Mazzotta ha un contratto con...
PESCARA. È un po’ esagerato chiamarlo l’ultimo dei romantici del pallone, ma quello che ha fatto a gennaio si vede raramente in un mondo dove regna il Dio denaro. Antonio Mazzotta ha un contratto con il Pescara che scade il 30 giugno. A gennaio la dirigenza biancazzurra aveva trovato l’accordo con il Parma e gli emiliani erano pronti ad accoglierlo fino al 2020 con un ingaggio di 150.000 euro a stagione. Un’offerta irrinunciabile per un calciatore non più giovanissimo (il 2 agosto compirà 29 anni), che però ha deciso di seguire l’istinto ed è rimasto a Pescara. Era atteso in Emilia per la firma, invece ha fatto dietrofront ed è tornato da Zdenek Zeman che sin dall’inizio gli ha dato fiducia. «La presenza di Zeman ha influito nella scelta», spiega Mazzotta, «anche se, fin dai primi giorni del ritiro, avevo l’obiettivo di affermarmi con la maglia biancazzurra dopo le difficoltà degli anni passati. Certo, l’offerta del Parma era allettante, specialmente per un giocatore in scadenza di contratto».
A gennaio il terzino siciliano sapeva già che il Pescara non gli avrebbe rinnovato il contratto, ma ha deciso ugualmente di restare in Abruzzo. Alla fine, il Parma è andato in A, mentre il Delfino si è salvato all’ultima giornata. «Rimpianti? Nessuno. Rifarei quella scelta altre cento volte. Non avevo alcuna voglia di lasciare i compagni e una città dove io, mia moglie e i miei figli siamo stati benissimo. E poi, in tutta sincerità, credevo che nel girone di ritorno potessimo cambiare marcia e conquistare tranquillamente un posto nei play off. Invece il campionato ha preso una brutta piega. Dispiace aver sofferto così tanto, ma è andata così e ora auguro al Pescara di ripartire alla grande».
L’esonero di Zdenek Zeman ha creato un clima di tensione e il cammino è diventato difficoltoso. «Non mi aspettavo quella decisione dopo la partita contro il Cittadella. In fondo avevamo disputato una buona gara e perso solo a causa dei nostri errori. Non so cosa sia successo tra il presidente e l’allenatore. Certo, prima di quell’episodio c’erano stati altri screzi tra loro, però non credo che quella situazione abbia condizionato il nostro rendimento».
Ora bisogna voltare pagina. Il Pescara ripartirà con Bepi Pillon in panchina, mentre Mazzotta è in trattativa con vari club di B desiderosi di tesserarlo. A breve se ne saprà di più. «Il mio agente è al lavoro per trovarmi la sistemazione migliore. Chiudo rivolgendo un caloroso saluto ai tifosi del Pescara. In Abruzzo ho vissuto momenti belli e brutti, ma conserverò per sempre un bel ricordo di una piazza che vive di calcio. Nonostante le delusioni recenti, sono sicuro che i tifosi biancazzurri saranno sempre vicini alla squadra».(g.t.)
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