Memushaj: i tifosi fanno bene a fischiarci Reagiremo in campo

7 Novembre 2016

PESCARA. «Sfortuna? No, lasciamo stare, può valere per un episodio per qualche partita ma alla lunga non può essere questione di fortuna o sfortuna, evidentemente ci sono più cose che non vanno». Ci...

PESCARA. «Sfortuna? No, lasciamo stare, può valere per un episodio per qualche partita ma alla lunga non può essere questione di fortuna o sfortuna, evidentemente ci sono più cose che non vanno». Ci mette la faccia capitan Memushaj (foto), ci mette la faccia e tutta la sua onestà nel giorno più difficile della storia recente della squadra biancazzurra. Non cerca alibi, il centrocampista di Oddo, tantomeno cede alla tentazione di aggrapparsi ai capricci della Dea bendata, spesso comodo quanto inutile paravento di pavidi e perdenti. «Siamo onesti, quando perdi 0-4 non c’è molto da dire. Anche se il risultato è esagerato, bugiardo, almeno questo penso si possa dire, riguardando quello che è successo in campo», aggiunge il capitano biancazzurro, «perché non è vero che non abbiamo fatto nulla di buono. Tra salvataggi sulla linea, traversa e possibile rigore penso che avremmo meritato di più di quanto abbiamo raccolto, anche se la vittoria certo i nostri avversari se la sono guadagnata. In pratica l’hanno messa in cassaforte in venti minuti». Già, quei venti minuti iniziali, quasi incredibili, surreali, tanto più che il Pescara aveva abituato tutti a inizi di partita brillanti, quasi irresistibili, salvo poi magari vanificare il ben fatto alla distanza. Stavolta cos’è successo? «Non so», risponde Memushaj che, a fine partita, non sa darsi una spiegazione della disfatta casalinga, «certe valutazioni è giusto le faccia il mister, dovremo riflettere bene, certo gli abbiamo quasi spianato la strada». È riemersa una evidente fragilità strutturale della squadra in certe situazioni. «Bah, sarà anche questo, ma non starei molto a cercare giustificazioni o capri espiatori. Sappiamo di valere di più», dice il capitano, «dobbiamo trovare il modo di dimostrarlo in campo, questa è la sola verità che conta». Anche il pubblico sembra aver perso fiducia dopo lo 0-4. «I tifosi hanno ragione, come fai a non capire la loro delusione? Ci hanno sempre sostenuto, ma di fronte a certi risultati è normale che si facciano sentire». Anche perché non vedono granché cui aggrapparsi per continuare a sperare. Da dove si ricomincia per uscirne? «C’è una sola strada, quella più ovvia, il lavoro», conclude il capitano, quasi scusandosi per una risposta che non può essere più scontata, anche se vera. Una batosta che arriva prima della sosta del campionato: non bisognerà sprecare tempo per lavorare. Memushaj lo sa: «Se ne esce solo rimettendosi a lavorare a testa bassa, cercando di recuperare in fretta, forze, idee e fiducia soprattutto». (w.n.)

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