Meo, veterano tra i pali il portiere dell’Aquila torna in campo a 47 anni

8 Aprile 2022

Si era ritirato, ma la chiamata dei rossoblù ha cambiato i piani: «Voglio giocare davanti a mio figlio, è il mio stimolo più grande»

L’AQUILA. Vecchio a chi? A 47 anni, Alfredo Meo ha la voglia di un ragazzino. Tre anni fa, il 5 maggio 2019, il portiere di Sulmona aveva smesso con il calcio giocato. Lo spareggio salvezza vinto in Promozione con l’Ovidiana, la squadra della sua città dove ha giocato più di 500 partite, poteva essere il modo migliore per chiudere la carriera. La chiamata dell’Aquila ha scombussolato i piani di Meo che ha ripreso il borsone, ci ha messo dentro guanti, pantaloncini e scarpette ed è tornato in campo. Ha accettato l’offerta dell’Aquila che aveva bisogno di un rinforzo tra i pali dopo l’addio di Bozzi. Meo farà il vice di De Chirico e, se servirà, si farà trovare pronto. «L’Aquila è una di quelle sfide che non puoi rifiutare», dice il portiere ovidiano, che il 30 aprile compirà 47 anni. «Avevo deciso di smettere perché mi ero rotto il tendine d’Achille, poi nel 2018-2019 il presidente del Sulmona mi chiese la cortesia di giocare un altro anno e non potevo dire di no alla mia città. Dopo quella stagione, dissi basta. Quando mi è arrivata la chiamata dell’Aquila, mi si è riaccesa la scintilla. Mi sono tornati gli stimoli». Meo ha chiesto prima il via libera alla famiglia. «Ho chiesto a mia moglie e a mio figlio», racconta il portiere, «perché accettando l’offerta avrei tolto del tempo a loro. Lo stimolo in più mi è arrivato da mio figlio Fernando che ha 8 anni. Lui ha visto solo una mia partita, quando vinsi il campionato a Pratola, ma era piccolino e non si ricorda nulla. Prima di accettare, mi ha chiesto: “Papà, ma tu sei forte in porta?”. E allora ho pensato: “Ora te lo faccio vedere se sono forte”. Il mio sogno è quello di giocare una partita davanti a mio figlio».
Domenica scorsa, Meo è tornato per la prima volta in panchina contro il Casalbordino. Lo stesso farà domenica prossima a Pontevomano (gara a porte chiuse). «La mia sfida è farmi trovare pronto fisicamente e sto lavorando per questo», dice il portiere che all’Aquila ritrova il tecnico Sergio Lo Re, suo compagno di squadra a Sulmona, per provare a centrare la D. «La squadra è forte, deve solo prendere consapevolezza dei propri mezzi. Possiamo giocarci la promozione ai play off». E mentre Alfredo sogna di centrare il record di giocare una partita in Eccellenza a 47 anni, suo nipote Alessandro, 19enne, sta seguendo le orme dello zio e fa il portiere all’Ovidiana Sulmona. Chissà che non sia un passaggio di testimone in casa Meo. Prima, però, Alfredo ha ancora un desiderio: far vedere quant’è forte al figlio Fernando.
Giammarco Giardini