Calcio

Merola, Fiorillo e Altare: il Pescara ora può ripartire

8 Ottobre 2026

Lunedì la sfida casalinga con il Guidonia. Con il rientro degli infortunati, mister Buscè lavora per ridare identità alla squadra

PESCARA. Ieri mattina, con l’eccezione di Eletu, il tecnico Buscè a Montesilvano ha lavorato con tutti gli effettivi a disposizione. Solo Motta ha svolto una parte di lavoro differenziato, per il resto squadra al completo e per il tecnico biancazzurro è una piacevole novità.

Lunedì prossimo contro il Guidonia per la prima volta l’allenatore biancazzurro potrà schierare l’attacco pensato e studiato in estate con Merola da esterno, Parigi riferimento centrale e D’Ausilio a sinistra. Cresce di condizione Giorgio Altare: al momento il centrale difensivo non ha i 90’ nelle gambe ma migliora di settimana in settimana e presto potrebbe arrivare anche il suo momento per dare maggiore solidità in difesa, soprattutto per aggiungere quella cattiveria agonistica che spesso è mancata.

Analisi: cosa va. Gli aspetti positivi di questo inizio stagione, numeri e risultati alla mano, non sono molti. Di buono c’è che in tanti ( 9) giocatori hanno trovato la via del gol con Parigi unico ad aver realizzato due reti. Di positivo c’è anche aver ritrovato Vincenzo Fiorillo e tutta l’affidabilità di un portiere esperto e che per la categoria è un lusso. A Livorno subito la riprova di quanto pesante sia stata l’assenza del classe 90’.

E in prospettiva il recupero della migliore condizione di alcuni atleti (Guccione, Merola e Altare su tutti) per Buscè è un bel segnale. Altra nota positiva l’inserimento di due giovani come Sardo e Nardin: il centrocampista è risultato decisivo a Livorno e ha dimostrato di avere numeri anche se a volte appare troppo superficiale in campo mentre il difensore, nonostante i suoi 19 anni, gioca già da veterano.

Analisi: cosa non va. L’aspetto principale che oggi non fa stare tranquilli staff e tifosi è che la squadra oggettivamente non ha ancora trovato una sua identità. Spesso i reparti sono distanti e soprattutto in fase di non possesso la squadra soffre in tante fasi del match. Nella fase offensiva a Livorno nei primi 20’ comunque positivi il possesso palla si è rivelato sterile. Al contrario quando Lucarelli ha cambiato asseto nella ripresa c’è voluto super Fiorillo per salvare il risultato.

Tante volte il 4-3-3, due volte all’inizio il 4-2-3-1 ma sempre senza dare la sensazione di essere dominanti in campo. Per intenderci: Ravenna e Spezia mostravano con facilità la loro identità, il Pescara no. Ma, lo ripetiamo, il rientro a pieno regime di tutti gli effettivi può e deve aiutare. A parziale giustificazione di Buscè, il tecnico abruzzese non ha mai avuto a disposizione la squadra pensata e studiata in estate. L’altro aspetto negativo, che a conti fatti ha penalizzato la classifica biancazzurra, è quella fase di black out che troppe volte si è materializzata. Forlì, Caravaggio, primo tempo con il Gubbio: tutti regali fatti per aver spento per qualche minuto l’interruttore.

Se a questo si aggiungono evidenti e clamorosi errori individuali ecco che la somma di tutto, dall’identità ai black out e agli errori, porta al meno 11 in classifica.

E c’è da ritrovare e rigenerare Lorenzo Meazzi: faceva la differenza in B, oggi fa tanta fatica. Perché? E le scelte estive? Foggia è stato duro dopo lo Spezia, la sensazione è che qualche giocatore stia rendendo al di sotto delle aspettative.

Ma con il doppio impegno casalingo e il rientro degli infortunati c’è la possibilità concreta di cambiare marcia.

Per riprendere lo Spezia forse è troppo tardi ma per fare un campionato dignitoso e ambizioso no. In fondo anche nell’anno di Baldini l’Entella e la Ternana scapparono e quel pescara ebbe un lungo black out. Ma poi Plizzari e il Pescara fecero l’impresa. E il Fiorillo di Livorno ha ricordato quel Plizzari.

Enrico Giancarli

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