Merola segna ma non basta: il Pescara travolto a Sassari

Biancazzurri avanti con l’attaccante, ma poi arriva il poker della Torres
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TORRES (3-4-2-1): Zaccagno 6; Idda 6.5, Antonelli 6.5, Dametto 6.5; Zecca 7.5, Cester 6.5 (28’ st Diakite 6), Giorico 6.5 (38’ st Lora sv), Zambataro 7; Mastinu 6.5 (28’ st Nunziatini 6), Ruocco 7 (41’ st Goglino sv); Scotto 6.5 (38’ st Masala sv). A disposizione: Garau, Petriccione, Liviero, Fischnaller, Verduci, Pinna, Rosi, Siniega, Fabriani. Allenatore: Greco.
PESCARA (4-3-3): Plizzari 5; Floriani 5 (21’ st Pierno 6), Brosco 4.5, Di Pasquale 5, Milani 6; Franchini 4.5 (21’ st Squizzato 5.5), Dagasso 5.5 (13’ st Accornero 5.5), Aloi 6; Merola 6, Cuppone 5.5 (13’ st Meazzi 5.5), Cangiano 6. A disposizione: Gasparini, Profeta, Masala, Capone, Pellecani, Mesik, Staver, Moruzzi, De Marco. Allenatore: Bucaro
Arbitro: Sacchi di Macerata
Reti: 32’ pt Merola, 3’ st Ruocco, 21’ st Ruocco, 45’ st Zecca
Note: pomeriggio freddo. Spettatori: 4.500 circa. Ammoniti: Cester, Aloi, Dametto, Fabriani. Angoli: 4-4. Recupero: 3’; 4’.
SASSARI
Il Pescara cade dalla Torre(s) e si fa molto male anche se all’inizio (gol di Merola) il percorso sembrava essere quello giusto. A Sassari finisce 4-1 per la Torres, è la quarta volta nel 2024 che i biancazzurri subiscono così tante reti in un match.
Non più tanti indizi ma una prova schiacciante che c’è qualcosa di grande che non va. E l’analisi di Giovanni Bucaro nel post partita è dura e fa riflettere. «Questa squadra non ha carattere ed è un aspetto che non si allena. E non era come si diceva a furor di popolo una questione di scelte». Parole pesanti come un macigno che impongono una riflessione approfondita da parte della società. E il campo ha detto che questa Torres è troppo forte per un Pescara fragile e con poche idee. Eppure una piccola corazza l’11 biancazzurro se l’era costruita. Il gol di Merola (sospetto fuorigioco) aveva permesso agli abruzzesi di portarsi in vantaggio, ma il copione del match ha iniziato proprio da quel momento a raccontare una partita dominata dalle maglie rossoblu.
Bucaro sceglie Franchini per lo squalificato Tunjov, per il resto solo conferme rispetto alla scorsa settimana. Inizio equilibrato, il vento che spira contro nella prima frazione non aiuta il Pescara, ma a conti fatti Plizzari non rischia più di tanto. Anzi, sono i biancazzurri a pungere prima con Franchini che dopo un angolo di Cangiano calcia a botta sicura (salva un difensore a portiere battuto), poi con Cuppone che imbeccato da Aloi calcia male da buona posizione. La Torres dà sempre la sensazione di poter creare con estrema facilità la giocata offensiva grazie alla sua organizzazione. Scotto se ti distrai un attimo lo ritrovi a centrocampo, poi sulla trequarti e per finire in area: il capitano dei sardi è l’uomo ovunque che ogni allenatore vorrebbe avere. Il Pescara passa in vantaggio al minuto 32. Cuppone si fa perdonare l’errore precedente e serve Merola che tutto solo tocca in rete (proteste sarde per un off side) per il momentaneo vantaggio. L’ex Inter firma la rete numero 10 e neanche nel peggiore degli incubi poteva immaginare come sarebbe finita.
Il Pescara vorrebbe andare al riposo in vantaggio per sfruttare poi il vento a favore ma il progetto tattico viene cancellato da una giocata “esterno-esterno” della Torres nata da un’idea di Giorico. Zambataro (altro uomo ovunque dei sardi) crossa da sinistra, il suo collega di destra Zecca ringrazia e firma l’1-1. Ripresa è sinonimo di suicidio sportivo del Pescara. Bastano tre minuti e Ruocco si trova la palla del 2-1, poi Brosco in modo goffo con Plizzari regala allo stesso attaccante la palla del 3-1. «Ci siamo fatti male da soli», dirà Aloi e ha ragione. Ma quello che diventa difficile da capire è perchè la squadra abbia smesso di lottare e di giocare. Zecca calcia dal limite dopo l’assist di Scotto, Milani tocca e Plizzari è beffato e sono 4. Come contro Juve NG, Gubbio e Vis Pesaro arriva il poker di reti subite. Grave, gravissimo. Nel dopo partita un tifoso cade in curva. Si teme il peggio con l’arrivo dell’ambulanza, ma poi le notizie sono rassicuranti, anche se il tifoso è stato portato in ospedale a Sassari per accertamenti ed essere sottoposto ad una Tac di controllo. Martedì il Pescara giocherà a Recanati. Alla ricerca anzitutto dell’identità perduta.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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TORRES (3-4-2-1): Zaccagno 6; Idda 6.5, Antonelli 6.5, Dametto 6.5; Zecca 7.5, Cester 6.5 (28’ st Diakite 6), Giorico 6.5 (38’ st Lora sv), Zambataro 7; Mastinu 6.5 (28’ st Nunziatini 6), Ruocco 7 (41’ st Goglino sv); Scotto 6.5 (38’ st Masala sv). A disposizione: Garau, Petriccione, Liviero, Fischnaller, Verduci, Pinna, Rosi, Siniega, Fabriani. Allenatore: Greco.
PESCARA (4-3-3): Plizzari 5; Floriani 5 (21’ st Pierno 6), Brosco 4.5, Di Pasquale 5, Milani 6; Franchini 4.5 (21’ st Squizzato 5.5), Dagasso 5.5 (13’ st Accornero 5.5), Aloi 6; Merola 6, Cuppone 5.5 (13’ st Meazzi 5.5), Cangiano 6. A disposizione: Gasparini, Profeta, Masala, Capone, Pellecani, Mesik, Staver, Moruzzi, De Marco. Allenatore: Bucaro
Arbitro: Sacchi di Macerata
Reti: 32’ pt Merola, 3’ st Ruocco, 21’ st Ruocco, 45’ st Zecca
Note: pomeriggio freddo. Spettatori: 4.500 circa. Ammoniti: Cester, Aloi, Dametto, Fabriani. Angoli: 4-4. Recupero: 3’; 4’.
SASSARI
Il Pescara cade dalla Torre(s) e si fa molto male anche se all’inizio (gol di Merola) il percorso sembrava essere quello giusto. A Sassari finisce 4-1 per la Torres, è la quarta volta nel 2024 che i biancazzurri subiscono così tante reti in un match.
Non più tanti indizi ma una prova schiacciante che c’è qualcosa di grande che non va. E l’analisi di Giovanni Bucaro nel post partita è dura e fa riflettere. «Questa squadra non ha carattere ed è un aspetto che non si allena. E non era come si diceva a furor di popolo una questione di scelte». Parole pesanti come un macigno che impongono una riflessione approfondita da parte della società. E il campo ha detto che questa Torres è troppo forte per un Pescara fragile e con poche idee. Eppure una piccola corazza l’11 biancazzurro se l’era costruita. Il gol di Merola (sospetto fuorigioco) aveva permesso agli abruzzesi di portarsi in vantaggio, ma il copione del match ha iniziato proprio da quel momento a raccontare una partita dominata dalle maglie rossoblu.
Bucaro sceglie Franchini per lo squalificato Tunjov, per il resto solo conferme rispetto alla scorsa settimana. Inizio equilibrato, il vento che spira contro nella prima frazione non aiuta il Pescara, ma a conti fatti Plizzari non rischia più di tanto. Anzi, sono i biancazzurri a pungere prima con Franchini che dopo un angolo di Cangiano calcia a botta sicura (salva un difensore a portiere battuto), poi con Cuppone che imbeccato da Aloi calcia male da buona posizione. La Torres dà sempre la sensazione di poter creare con estrema facilità la giocata offensiva grazie alla sua organizzazione. Scotto se ti distrai un attimo lo ritrovi a centrocampo, poi sulla trequarti e per finire in area: il capitano dei sardi è l’uomo ovunque che ogni allenatore vorrebbe avere. Il Pescara passa in vantaggio al minuto 32. Cuppone si fa perdonare l’errore precedente e serve Merola che tutto solo tocca in rete (proteste sarde per un off side) per il momentaneo vantaggio. L’ex Inter firma la rete numero 10 e neanche nel peggiore degli incubi poteva immaginare come sarebbe finita.
Il Pescara vorrebbe andare al riposo in vantaggio per sfruttare poi il vento a favore ma il progetto tattico viene cancellato da una giocata “esterno-esterno” della Torres nata da un’idea di Giorico. Zambataro (altro uomo ovunque dei sardi) crossa da sinistra, il suo collega di destra Zecca ringrazia e firma l’1-1. Ripresa è sinonimo di suicidio sportivo del Pescara. Bastano tre minuti e Ruocco si trova la palla del 2-1, poi Brosco in modo goffo con Plizzari regala allo stesso attaccante la palla del 3-1. «Ci siamo fatti male da soli», dirà Aloi e ha ragione. Ma quello che diventa difficile da capire è perchè la squadra abbia smesso di lottare e di giocare. Zecca calcia dal limite dopo l’assist di Scotto, Milani tocca e Plizzari è beffato e sono 4. Come contro Juve NG, Gubbio e Vis Pesaro arriva il poker di reti subite. Grave, gravissimo. Nel dopo partita un tifoso cade in curva. Si teme il peggio con l’arrivo dell’ambulanza, ma poi le notizie sono rassicuranti, anche se il tifoso è stato portato in ospedale a Sassari per accertamenti ed essere sottoposto ad una Tac di controllo. Martedì il Pescara giocherà a Recanati. Alla ricerca anzitutto dell’identità perduta.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

