Mezz’ora indecorosa: altri quattro gol per il Pescara di burro

Pessimo avvio di partita contro una Sampdoria che ipoteca subito la qualificazione agli ottavi di finale
GENOVA. Nella giornata delle sorprese in Tim Cup, a Marassi non c’è alcun pacco regalo da scartare: agli ottavi ci va la Samp. Pronostico rispettato ma anche non sovvertito da un Pescara troppo timoroso, troppo passivo e troppo molle all’inizio. Altri quattro gol per il Pescara: otto in tre giorni in Liguria dopo il poker di sabato a La Spezia. Per fortuna il Delfino ritornerà in terra ligure solo a febbraio, per la trasferta di Chiavari con l’Entella. Certo, la Sampdoria è la sesta forza del campionato di serie A, però il Pescara ci ha messo del suo. Tanto che dopo 9’ la partita era già bella indirizzata verso l’apoteosi doriana, con la Samp che ha dovuto faticare pochissimo contro la formazione di Zeman. Sicuramente meno del previsto, meno rispetto a quanto aveva studiato anche l’allenatore boemo che ha perso la pazienza quasi subito. Del resto i primi due gol sono da far cadere le braccia. L’1-0 nasce da una punizione lanciata in area come una preghiera da Ramirez: Verre sovrasta Mazzotta, Campagnaro va a vuotoe e Kownacki liberissimo insacca. Il raddoppio arriva con la difesa del Pescara “alta” che non contiene lo scatto del polacco Kownacki il quale imbecca il colpo di testa di Ramirez. Tutto fin troppo facile, in neppure dieci minuti all’interno dei quali la Samp avrebbe potuto anche arrotondare il passivo. I dieci minuti che di fatto hanno deciso questo quarto turno. Nel Pescara c’è ancora forte la batosta di La Spezia, con le annesse scorie mentali delle quali la formazione abruzzese si libera solo col passare dei minuti. E non fa nulla che alla mezz’ora arrivi anche il terzo gol a firma dell’ex Caprari, dopo un’azione spettacolare dei padroni di casa. Perché da metà primo tempo in poi anche il Pescara si iscrive al match, tentando di fare ciò che più sa fare: giocare a calcio palla a terra, aggredire alto cercando di impensierire una difesa blucerchiata che comunque tiene bene. La Samp vacilla solo nel finale della prima frazione, quando ci vuole un super Puggioni per mandare in corner prima un sinistro potente di Carraro e poi una girata di Ganz. Due occasioni che avrebbero potuto riaprire ben prima la partita. I biancazzurri si rifanno dopo neppure sette minuti della ripresa, con il diagonale di Benali sporcato dalla deviazione di Silvestre, dopo un lancio del playmaker inventato Pigliacelli: il portiere esce dall’area per anticipare un avversario e finisce per lanciare il libico. Un match che comunque non regala sorprese, anche se alla Samp viene il braccino corto perché non la chiude. Anzi, l’undici di Zeman aumenta i giri del motore e si ritrova proponendo il calcio che sa fare. Agli abruzzesi manca la stoccata decisiva, come al quarto d’ora quando la rovesciata di Ganz è troppo centrale per mettere in difficoltà Puggioni. Poi è il neoentrato Elizalde a sfiorare il bis, con un destro di controbalzo che sfila di poco a lato. L’uruguaiano, però, commette un errore di gioventù in fase d’uscita, regalando pallone e quarto gol a Kownacki, grazie alla poca attenzione di Pigliacelli che non protegge il primo palo. Un passivo pesante, che resta tale anche in virtù dell’ennesima parata di Puggioni su Ganz e l’annesso gol fallito da Benali a porta vuota.
Antonio Spagnoli
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