Milan al buio, il Psg è senza freni La Lazio si arrende al Feyenoord

I rossoneri cadono sotto i colpi di Mbappé, Kolo Muani e Lee. Si complica il cammino verso gli ottavi Pioli: «Risultato pesante, preoccupato da due sconfitte di fila». I biancocelesti senza scampo in Olanda
PARIGI. Il Milan nulla può contro le stelle del Psg. Mbappé e compagni calano il tris e annientano i rossoneri ancora a secco di gol. Un risultato netto, tranciante, che racconta del divario tecnico in campo. Seconda sconfitta consecutiva per i rossoneri - dopo la Juve in campionato - che in Champions sono fanalino di coda del girone a due punti. In testa il Psg (6) poi Borussia e Newcastle (4). Ora il cammino del Milan è ancora più complicato, la qualificazione quasi un'impresa in cui molto passa dalla partita di ritorno a San Siro.
Il primo tempo lo decide il fuoriclasse Mbappé. Al 32' del primo tempo è Tomori a non riuscire a fermare l'estro del campione parigino: velocità, doppio passo, il difensore rossonero che si sdraia a terra ubriacato dai movimenti dell'attaccante e gol sul primo palo. Così tutto quanto di buono costruito dal Milan nel primo tempo si sbriciola. Perché fino alla mezz'ora i rossoneri erano riusciti a contenere il Psg.
Ad inizio ripresa Dembelé si vede annullare il gol per un fallo su Musah a centrocampo, potrebbe essere l'occasione clamorosa per il Milan di riequilibrare il risultato ma Pulisic spreca non calciando in porta a due passi da Donnarumma. Ma se il Milan sbaglia, il Psg non perdona. Al 7' conclusione di Dembelé, respinta di Maignan e tap-in vincente di Kolo Muani. È il gol del crollo per il Milan. Leao va vicino alla rete in una sola occasione, al 33', ma Donnarumma devia in angolo. Delle sostituzioni a centrocampo con l'ingresso di Adli e Pobega sembrano dare maggiore pericolosità alle azioni dei rossoneri ma il gol manca ancora. Anzi è Mbappè a sfiorare la doppietta colpendo il palo e poi Lee a castigare con un 3-0 che fa malissimo.
«Dopo due sconfitte di fila è normale che un allenatore sia preoccupato, ma la nostra Champions non finisce oggi»: queste le parole di Stefano Pioli, allenatore del Milan, «un risultato pesante. La squadra ha fatto quello che doveva ma dal punto di vista tecnico siamo stati inferiori. L’atteggiamento è anche stato giusto, ma specialmente nel secondo tempo abbiamo fatto troppi errori, sbagliato tanti passaggi, subito un secondo gol davvero brutto. Il nostro girone non si chiude oggi, ma adesso dobbiamo pensare a rimettere la testa sul campionato e fare bene a Napoli».
La Lazio, dopo il pari con l’Atletico e la vittoria sul Celtic, incappa nella prima sconfitta in Champions. I biancocelesti, infatti, vengono travolti dal Feyenoord già nel primo tempo. Dopo un gol, anzi, un autogol di Hysaj, annullato dalla Var a Gimenez al 31’ per un fuorigioco millimetrico, e dopo un possibile rigore per un «mani» di Romagnoli, gli olandesi passano in vantaggio proprio con il messicano che di sinistra batte Provedel. Il raddoppio biancorosso arriva nel recupero del primo tempo con un tiro all’incrocio di Zerrouki. In mezzo, solo un colpo di testa di Luis Alberto che non spaventa Bijlow. Nella ripresa Sarri si gioca la carta Castellanos al posto di Immobile, partito titolare, e arriva subito il primo vero pericolo con il Taty che, solo davanti alla porta, calcia altissimo. Sul fronte opposto Hartmann sfiora il tris ma guadagna solo un corner. Al 74’, in contropiede, gli olandesi infilano il tris, ancora con uno scatenato Gimenez. Nel finale arriva il rigore trasformato da Pedro, ma è troppo poco per la banda Sarri. La Lazio nel girone di ritorno avrà due partite in casa a disposizione.
Angelo Caradonna

