Milan al consorzio cinese, Berlusconi verso il sì alla trattativa

4 Maggio 2016

MILANO. Si attende a giorni la prima svolta nel negoziato per la cessione della maggioranza del Milan al consorzio cinese. Manca ancora il sì decisivo di Silvio Berlusconi per avviare una trattativa...

MILANO. Si attende a giorni la prima svolta nel negoziato per la cessione della maggioranza del Milan al consorzio cinese. Manca ancora il sì decisivo di Silvio Berlusconi per avviare una trattativa in esclusiva, non vincolante, probabilmente della durata di un mese, con i potenziali investitori.

Se il presidente rossonero darà il benestare a procedere, sarà convocato il cda di Fininvest, la holding che controlla il Milan, per dare il mandato all'amministratore delegato Pasquale Cannatelli di firmare con il consorzio cinese (che opera con la mediazione dell'italoamericano Sal Galatioto) l'accordo per trattare in esclusiva. Potrebbe succedere tra domani e venerdì, ma non è escluso che Berlusconi si prenda qualche giorno di tempo in più per riflettere. Questa intesa sarà solo il primo passo. Servirà a Fininvest per approfondire aspetti economico-finanziari della cordata. E ai cinesi, che hanno messo sul tavolo circa 700 milioni di euro per il 60-70% delle azioni, debiti inclusi, per analizzare meglio i conti del club attraverso la due diligence. A questo punto potrebbero anche uscire allo scoperto i potenziali investitori, finora tutelati dal vincolo di riservatezza, fra cui potrebbe esserci il magnate cinese Jack Ma (anche se lui stesso ha smentito facendo anche dell’ironia sul Milan), non in veste di proprietario del colosso dell'e-commerce Alibàba, ma come socio della Evergrande Real Estate Group. Per la durata della trattativa in esclusiva, saranno molto probabilmente congelate tutte le operazioni commerciali e sportive del Milan. Ma a giugno il club dovrà prendere decisioni fondamentali, a partire dalla scelta dell'allenatore. In lizza per ora ci sono fra gli altri Vincenzo Montella e Paulo Sousa.