Milan, la Procura indaga sulla cessione del club a Cardinale

27 Gennaio 2023

MILANO. Il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza ha effettuato acquisizioni nell’ambito di un’inchiesta con al centro la vendita del Milan dal fondo Elliott a RedBird di...

MILANO. Il nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza ha effettuato acquisizioni nell’ambito di un’inchiesta con al centro la vendita del Milan dal fondo Elliott a RedBird di Gerry Cardinale dell’agosto scorso. Indagine che parte da un esposto presentato il 20 ottobre dall’ex socio di minoranza nella gestione del club, la lussemburghese Blue Skye guidata da Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo. Il fascicolo del pm di Milano Giovanni Polizzi e dell’aggiunto Maurizio Romanelli al momento è a carico di ignoti e ipotizza una presunta appropriazione indebita. Le acquisizioni non si sono svolte a Casa Milan. «Qui non si è visto nessuno — fa sapere il Milan — e comunque non abbiamo alcun commento, non è una cosa che riguarda il Milan né RedBird». Nell’esposto Blue Skye lamenta «una perdita di garanzia sul finanziamento per oltre 100 milioni» e parla di «opacità» nei passaggi societari.
Il caso Juve. Più tempo per fare luce sulla manovra stipendi e per la Juventus si riaffaccia lo spettro di altri guai. La Procura della Federcalcio ha infatti chiesto la proroga di 40 giorni per l'inchiesta che riguarda anche i compensi degli agenti e che vede sempre sul banco degli imputati i bianconeri. Il club della nuova presidenza Ferrero sta aspettando le motivazioni sulla base delle quali la Corte d'appello federale presieduta da Luigi Torsello ha decretato il -15 in classifica per gli juventini, dopo la riapertura del processo sportivo sulle plusvalenze. Intanto il capo della Procura federale, Giuseppe Chinè, ha firmato la richiesta per disporre di più tempo per esaminare anche su quest'altro filone, richiesta indirizzata alla procura generale dello sport, competente sulla materia. Il fascicolo - aperto lo scorso 29 novembre - doveva chiudersi il 29 gennaio, ma anche alla luce dei corposi atti dell'inchiesta penale denominata Prisma, la giustizia sportiva vuole disporre di più tempo per fare tutti gli approfondimenti. Un altro versante che fa tremare la Juve. Il rischio è di una ulteriore penalizzazione e una sanzione economica «da uno a tre volte l'ammontare illecitamente pattuito o corrisposto». Ma questa indagine può portare anche a sanzioni per i calciatori e ai club con i quali sono intercorsi gli scambi. «Siamo preparati a tutto» aveva detto il direttore generale bianconero Maurizio Scanavino, che aveva comunque ribadito l'iniquità della sentenza.