Milan, per Berlusconi cessione ai cinesi con garanzie di rilancio

MILANO. Se i cinesi vogliono il Milan, devono mettere «per iscritto» il loro impegno a investire nei prossimi anni cifre adeguate per rilanciare la squadra. La condizione essenziale posta da Silvio...
MILANO. Se i cinesi vogliono il Milan, devono mettere «per iscritto» il loro impegno a investire nei prossimi anni cifre adeguate per rilanciare la squadra. La condizione essenziale posta da Silvio Berlusconi è stata ribadita dal fratello Paolo, mentre il presidente rossonero in ospedale affrontava le prime 24 ore dopo l'intervento al cuore e mentre si svolgeva la terza giornata di riunioni tecniche per la stesura del contratto fra i manager di Fininvest e Sal Galatioto e Nichola Gancikoff, gli advisor dei 7-8 investitori cinesi intenzionati a rilevare il 70% del club per circa 700 milioni di euro, debiti inclusi. Le parti si vedranno anche nella mattinata odierna, e il lavoro probabilmente proseguirà anche dopo la partenza dell’intermediario Sal Galatioto, che nel fine settimana dovrebbe recarsi a Londra.
L'obiettivo delle parti è quello di essere pronte con la versione finale del contratto per quando Berlusconi si sarà ripreso dall'intervento, in modo da chiudere l'operazione attorno al 30 giugno, data a cui è stata prorogata la trattativa in esclusiva.
L'ex premier attende anche gli approfondimenti richiesti su come saranno investite le risorse promesse (e inserite nel contratto) dai potenziali nuovi soci. «A Silvio lasceremo il tempo di riprendersi e decidere sul futuro del Milan. Se deciderà di cederlo sarà solo a un gruppo che garantisca, non a parole ma per iscritto, uno sviluppo della società e della squadra, per far tornare il Milan ai fasti del passato», ha spiegato a Milan Channel Paolo Berlusconi, chiarendo che il fratello «rinuncerebbe anche a una quota di prezzo, se fosse destinata a rinforzi.
Se invece deciderà di tenerlo, i tifosi rossoneri dovranno pazientare. Ha un'idea romantica del Milan tutto italiano, vediamo se praticabile».
Italiano potrebbe essere in entrambi i casi l'allenatore. Perde infatti quota la candidatura del cileno Manuel Pellegrini, che ha lo svantaggio dell’età, 62 anni, e un ingaggio elevato che nell’ultima stagione è stato al Manchester City portando l’ex formazione allenata da Roberto Mancini al terzo posto in Premier League, mentre resta decisamente ancora in corsa l’ex tecnico dell’Empoli Marco Giampaolo, al momento l'alternativa più concreta a Cristian Brocchi, che ha già pianificato il raduno del 7 luglio ma ha chance di restare al suo posto solo se Silvio Berlusconi deciderà di non passare la mano.

