Moggi: «Il dramma giallorosso è Garcia, lo caccerei subito...»

8 Dicembre 2015

MILANO. «Nel processo penale sono stato prescritto, non assolto? Hanno allungato talmente i tempi che non si poteva che andare in prescrizione, quindi è colpa loro, non colpa nostra». Così Luciano...

MILANO. «Nel processo penale sono stato prescritto, non assolto? Hanno allungato talmente i tempi che non si poteva che andare in prescrizione, quindi è colpa loro, non colpa nostra». Così Luciano Moggi, ex dirigente sportivo, radiato dal mondo del calcio dalla giustizia sportiva per lo scandalo Calciopoli scoppiato nel 2006, a “Le Iene Show”. Considerato dalla Cassazione «l’ideatore di un sistema illecito di condizionamento delle gare», l’ex dg della Juventus non si ritiene “colpevole” della sottrazione di due scudetti ai bianconeri «perché li hanno conquistati sul campo. Se è stato giusto assegnare uno scudetto all’Inter? Io non l’avrei accettato». Sentitosi scaricato dalla Juve («forse ho sbagliato a dare le dimissioni»), Moggi racconta gli altri scandali dopo calciopoli, a cominciare dal calcioscommese: «Per esempio il Catania ha comprato cinque partite ma non si sa chi le ha vendute. Se sul calcioscommesse ci sono andati più leggeri che con me? Addirittura Masiello e Mauri, che erano colpevoli di aver cambiato dei risultati, stanno giocando titolari. Conte? Che abbia partecipato lo escluderei a priori». Moggi si vedrebbe bene al posto di Tavecchio alla presidenza della Figc: «Devo dire di sì per forza. Non tutti sarebbero contenti. Chi in particolare? Lotito».

Sullo scandalo Fifa e Blatter in particolare: «Sembra che l’abbiano preso con le mani nella marmellata. Platini? La cosa strana è che ha preso un compenso dopo dieci anni».

Considerato Mancini il miglior allenatore della Serie A, Moggi non lesina critiche a Garcia: «Lo caccerei, secondo me è il dramma della Roma. Perché? Con l’Atalanta sembrava fosse una partita tra scapoli e ammogliati, gli ammogliati erano quelli della Roma. Chi vince il campionato? Credo che l’Inter abbia veramente delle possibilità, sempre tenendo conto che la Roma tenga Garcia».

Svelato che non prenderebbe mai in una sua squadra Balotelli, di non aver mai litigato con gli allenatori («prima di litigarci li mandavo via») e di non aver imposto mai la formazione («al massimo il giovedì dicevo “secondo me farei così”, e nessuno disobbediva»), Moggi si presta al gioco degli aggettivi per alcuni tecnici: «Sarri? Eccellente. Allegri? Eccezionale. Mihajlovic? Sicuramente bravo. Perché il Milan, come squadra, non è fatta bene. Garcia? Mediocre. Conte? Se riesce a fare nella Nazionale quello che ha fatto con la Juve, è un fenomeno. Zeman? Bravissimo. E non sono ironico, sto apprezzando quello che sta facendo in Svizzera». E sugli arbitri: «Si, c’è sudditanza con le grandi perché nella testa degli arbitri c’è di voler diventare internazionali».