Momento no, è caccia ai responsabili E l’Adriatico diventa sempre più vuoto

PESCARA. A fine gara il presidente Sebastiani ha subito precisato. «Quando le cose vanno male la responsabilità è di tutti: società, allenatore e calciatori». Non la pensa così la maggioranza del...
PESCARA. A fine gara il presidente Sebastiani ha subito precisato. «Quando le cose vanno male la responsabilità è di tutti: società, allenatore e calciatori». Non la pensa così la maggioranza del pubblico pescarese. Le recenti sconfitte contro Empoli e Brescia hanno scatenato le reazioni dei tifosi. Allo stadio, nei punti di ritrovo e, soprattutto, sui social network, è già partita la caccia ai responsabili. Da un lato c’è chi attacca la società, rea di non aver soddisfatto a pieno le richieste di Zdenek Zeman in sede di calciomercato. Dall’altro c’è chi punta l’indice sull’allenatore, accusato di non avere ancora le idee chiare. Poi c’è una terza fazione che indica nei dissidi interno allo spogliatoio la causa principale del rendimento altalenante.
Al termine del match con il Brescia, sulla pagina Facebook del Centro sono intervenuti molti sportivi che hanno esternato la loro amarezza per un ko pesante e inatteso. «Penso che la squadra non lo segua (Zeman, ndr). Lo spogliatoio non è unito e ci sono tanti malumori. I risultati sono la conseguenza. Sta di fatto che questa squadra è lontana parente di quella del 2012», questa l’opinione di Massimiliano Talento. «Non si riconosce più il suo gioco», aggiunge Davide Di Sabatino, mentre Fabrizio D'Amico parla di distanza tra il tecnico e i giocatori e suggerisce il ritorno in panchina di Massimo Oddo. «È chiaro ed evidente che la squadra non segue Zeman. Ora che la classifica è corta, se c’è veramente una società agisca adesso facendo tornare Oddo». Massimo Natale difende il boemo. «Per fare il suo gioco occorrono i giocatori giusti, altrimenti non si può fare. Non date le colpe a lui».
In ogni caso, preoccupa il calo progressivo degli spettatori. Sembra lontanissimo il 27 agosto, giorno del debutto in campionato contro il Foggia, quando all’Adriatico erano presenti 12.672 tifosi. Un numero raggiunto grazie all’arrivo dalla Puglia di circa 2.000 supporters rossoneri, ma gli altri che fine hanno fatto? Con il passare delle settimane, complice un rendimento discontinuo, allo stadio pescarese si è registrata una costante diminuzione degli spettatori che è sfociata nel record negativo di sabato. Con il Brescia ce n’erano 7.075, quasi mille in meno rispetto agli ultimi due match in casa contro Avellino (7.978) e Cittadella. Una flessione legata alla mancanza di un gioco esaltante, ma anche ai postumi della retrocessione che, appena le cose non vanno per il verso giusto, riaffiorano come un vecchio macigno.(g.t.)
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