Montani: campionato livellato, attenzione a Capistrello e Alba

Un'assenza che fa rumore. È quella di Fabio Montani, ex trainer del Francavilla. Ovvero di una delle due formazioni di Eccellenza salite quest'anno in serie D, sia pur attraverso il ripescaggio. La...
Un'assenza che fa rumore. È quella di Fabio Montani, ex trainer del Francavilla. Ovvero di una delle due formazioni di Eccellenza salite quest'anno in serie D, sia pur attraverso il ripescaggio. La società giallorossa, alla cui presidenza è di recente approdato l'ingegner Candeloro, ha però deciso di affidare la propria panchina all'ex pescarese Luigi Iervese, lasciando a spasso il buon Montani. Un vero paradosso, viste le riconosciute capacità tecniche del 49enne allenatore originario di Pescara con all'attivo svariati campionati di Eccellenza (a Penne, San Nicolò, Montenero di Bisaccia e Francavilla) ed un'esperienza in serie D, con la RC Angolana. un curriculum di tutto rispetto, eppure...«Sono gli imprevisti del mestiere», prova a minimizzare l'interessato diretto, contattato ad inizio estate dal Teramo di Campitelli. «Ho ricevuto offerte», aggiunge Montani, «anche da un club di serie D (l'Avezzano, ndc) e da un paio di Eccellenza, ma poi non se n'è più fatto nulla, visto che quasi tutti davano per scontata una mia conferma a Francavilla».
Montani, come mai non è andata così?
«Questo dovete chiederlo a loro non a me, visto che da parte mia c'era piena disponibilità. Quanto meno per un incontro col nuovo presidente, che però non c'è stato e la cosa mi ha parecchio rammaricato, ferma restando la piena legittimità, da parte del club, di fare altre scelte. E' anche vero però che dopo quanto fatto in giallorosso nell'ultimo anno mezzo (105 punti all'attivo in 57 gare, ndc) almeno una telefonata l'avrei meritata».
E' un problema dover subentrare in corsa?
«Dipende dalle situazione, ma è ovvio che si lavora meglio potendo gestire dall'inizio il gruppo. Devo dire però che nelle uniche due situazioni in cui sono subentrato a stagione iniziata (a Montenero di Bisaccia e Francavilla, ndc) non è andata poi tanto male».
Dica la verità: si aspettava di rimanere senza una squadra?
«Assolutamente no, anche se alla luce di alcune dinamiche del calcio attuale, alle quali non mi sono mai piegato, poteva anche essere messa in preventivo una cosa del genere. Ma il rammarico maggiore, per me, è quello di aver dovuto lasciare un gruppo di ragazzi fantastici, ai quali auguro ogni bene».
Come ha trascorso questa estate?
«Riposandomi al mare, assieme alla mia famiglia. Unica nota positiva, dato che erano anni che non mi succedeva».
E adesso, cosa farà?
«A settembre andrò a seguire da vicino, per una settimana, il lavoro di un club di B».
Quale squadra?
«Non ho ancora deciso, tra Bari ed Empoli, allenati da due cari amici quali Fabio Grosso Grosso e Vincenzo Vivarini».
Domenica scorsa invece ha visto qualche gara dal vivo?
«Sì, quella tra Penne e Spoltore, mentre la settimana prima avevo assistito alla sfida di Coppa Italia di serie D Pineto-L'Aquila».
Se la sente di fare le carte al campionato che sta per iniziare?
«Niente griglie, dato che prevedo grande incertezza, nonostante la presenza di due piazze importanti quali Chieti e Giulianova. Mi intrigano molto, invece, le marsicane Paterno e Capistrello, così come l'Amiternina, che secondo me potrebbe essere la rivelazione del torneo, assieme ad Alba Adriatica e Sambuceto».
A livello individuale?
«Tra gli allenatori, indico Donato Ronci, che stimo tantissimo, dal punto di vista professionale ed umano, mentre tra i calciatori vedo benissimo il "mio" Giacomo Di Giovanni, passato al Paterno, oltre al giuliese Di Paolo ed a Mazzaferro dell'Amiternina». (s.d.c.)
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