Napoli-Juve, Gattuso fiuta il colpo Sarri spera di recuperare Higuain

15 Giugno 2020

Per l’allenatore dei partenopei sarebbe il primo trofeo da tecnico dopo aver vinto tutto da giocatore I bianconeri incrociano le dita per l’attaccante argentino. Chiellini: «II prossimo anno potrei ritirarmi»

ROMA. Un traguardo raggiunto per Mertens, un traguardo a un passo per Gattuso. Esce così il Napoli dalla semifinale di Coppa Italia contro l'Inter che ha dato il pass per la finale di Roma di mercoledì (ore 21) contro la Juventus. In copertina c'è Dries “Ciro” Mertens che ha segnato nel silenzio del San Paolo il suo gol numero 122, staccando Hamsik e diventando il capocannoniere all time del Napoli. Il gol 121 era arrivato contro il Barcellona nell’urlo collettivo dei 40.000 dello stadio, quello di sabato in semifinale contro l’Inter si è consumato nell'abbraccio con Insigne che gli ha dato l'assist a porta vuota ma che sottolinea anche come l'unione dei due piccoletti davanti proseguirà con la prossima firma del belga su un biennale. «Leggenda» lo definiscono sui social Koulibaly e Ghoulam, mentre i tifosi si sono spellati le mani davanti alla tv.
Rino Gattuso, invece, vede a un passo un traguardo importante: il suo primo trofeo da allenatore, dopo aver vinto tutto, tra cui il Mondiale 2006 e due Champions League con il Milan, da giocatore. Per il “ringhio” la finale contro la Juventus ha anche un sapore di rivincita: il tecnico sulla panchina del Milan ha infatti raggiunto la finale di coppa Italia nel 2018 ma è stato travolto 4-0. Mercoledì contro Sarri potrà provare ad aggiungere un trofeo alla bacheca del Napoli, che è a secco dalla Supercoppa Italiana del dicembre 2014. Gattuso ci proverà con la grinta che ha infuso alla squadra e che si è vista nella resistenza degli ultimi 20' agli assalti dell'Inter, ma anche con il talento di Mertens e Insigne. Non con le prodezze di Ospina, però, che sabato ha salvato in tre occasioni la porta ma è stato ammonito e salterà la finale: in porta spazio a Meret, che avrà la chance di dimostrare di rilanciarsi nella sfida per una maglia da titolare.
Qui Juve. Contava soltanto la qualificazione, ma anche Maurizio Sarri si sarebbe aspettato qualcosa in più dalla sua Juventus. Il ritorno in campo dei bianconeri non ha convinto totalmente: bene la fase difensiva –- considerando anche la sfida contro l'Inter prima della sospensione è stata la seconda gara consecutiva senza prendere gol – molto meno quella offensiva. Al netto del rigore di Cristiano Ronaldo finito sul palo e la conclusione fuori di poco di Douglas Costa in apertura, le azioni pericolose costruite si contano sulle dita di una mano. Di fatto è capitato tutto nella prima mezz'ora. Poi la Juve è calata vistosamente. E non è riuscita nemmeno a sfruttare la superiorità numerica, complice l'espulsione di Rebic dopo un quarto d'ora. «Sono molto soddisfatto per i primi 30 minuti, poi abbiamo abbassato i ritmi e perso un po’ di lucidità» la sentenza del tecnico al termine della prima gara ufficiale dopo tre mesi. Ed è proprio su questo che Sarri sta lavorando insieme al suo staff: c'è bisogno di brillantezza atletica e mentale, anche se non sarà semplice farlo in così pochi giorni a disposizione. Il countdown in vista della finale di mercoledì a Roma contro il Napoli è partito, oggi è già l'antivigilia della sfida che metterà in palio il primo trofeo in Europa dell'era post-coronavirus. Così, nella mattinata di ieri la squadra si è allenata in due gruppi: lavoro di scarico per chi ha affrontato il Milan venerdì sera, sessione tecnico-tattica con partitelle ed esercitazioni a tema per tutti gli altri componenti della rosa. Si attendono notizie confortanti dall'infermeria, anche se i tre indisponibili per il Milan, ovvero Chiellini, Ramsey e Higuain, oltre al lungodegente Demiral, difficilmente riusciranno a recuperare per l'ultimo atto della coppa Italia. Sarri spera di recuperare Higuain, ma lo staff medico non ha ancora dato il placet. Ieri è tornato a parlare Giorgio Chiellini. Il capitano della Juve ha fatto capire che l’anno prossimo potrebbe ritirarsi. «Vedrò come starò, ci sta che alla fine del prossimo anno potrò smettere. Mi piacerebbe fare un percorso nel mondo del calcio perché è la mia vita. Finire con un grande Europeo sarebbe l’ideale. Spero di arrivarci in ottime condizioni per viverlo alla grande», ha detto il difensore bianconero. Oggi nuova sessione di allenamenti al mattino alla Continassa, Sarri proseguirà le prove anti-Napoli: alla ricerca di una brillantezza da ritrovare.
Angelo Caradonna