Nikolic infortunato, Roseto domani in campo senza il pivot serbo

ROSETO . È stato agrodolce ieri, il risveglio in casa Liofilchem Roseto: alla soddisfazione per i due punti conquistati contro Civitanova Marche, ha fatto da contraltare la delusione per la grande...
ROSETO . È stato agrodolce ieri, il risveglio in casa Liofilchem Roseto: alla soddisfazione per i due punti conquistati contro Civitanova Marche, ha fatto da contraltare la delusione per la grande fatica fatta dalla squadra biancazzurra, difficoltà che nessuno si aspettava visto che erano di fronte la prima contro la penultima, ben 30 infatti erano i punti di distanza in classifica che oggi sono pure diventati 32. Coach Danilo Quaglia era stato netto nel dopo gara a richiamare all’ordine i suoi, e ieri pomeriggio infatti la squadra si è subito ritrovata al palazzetto per allenarsi. Prima però, il coach ha voluto catechizzare il gruppo negli spogliatoi, richiamandoli ad un ben diverso atteggiamento da tenere in campo. Anche perché domani si rigioca: alle ore 20,45 al PalaMaggetti si alzerà la palla a due per il match contro Jesi, da recuperare perché saltata causa Covid nel gruppo biancazzurro una decina di giorni fa. C’è però un problema dell’ultim’ora: al 99% non sarà della gara il lungo Aleksa Nikolic che si è infortunato al braccio destro, con il club che non ha ancora fatto sapere i relativi tempi di recupero; ovvio quindi il rientro nelle rotazioni di Amoroso. Per quanto riguarda invece la Rennova Teramo, cocente è stata la delusione per la sconfitta di quasi trenta punti rimediata ad Imola: ci si aspettava una prova d’orgoglio dopo tre sconfitte consecutive ed invece è arrivata pure la quarta di fila, pure per le assenze di coach Salvemini e mezzo staff, senza Bertocco e con Di Donato infortunatosi alla caviglia durante il match. Coach Vitelli, che ad Imola era in panchina, ha detto: «Siamo sembrati scarichi sin dalla palla a due, non può accadere: siamo in emergenza ma è un atteggiamento inaccettabile. Bisogna cambiare marcia, perché adesso si decidono le sorti di una stagione».
Marco Rapone

