Non c’è l’Italia, ma Russia 2018 in tv è più seguita di Brasile 2014

Siamo un popolo duttile. A seconda degli argomenti di attualità discutiamo di politica, di economia e di cronaca. Se è necessario anche di spettacoli. Sui social interveniamo su tutto. A maggior...
Siamo un popolo duttile. A seconda degli argomenti di attualità discutiamo di politica, di economia e di cronaca. Se è necessario anche di spettacoli. Sui social interveniamo su tutto. A maggior ragione sul calcio, un tema popolare che accende a seconda del tifo. Durante i Mondiali diventiamo esperti di calcio internazionale, lanciando sentenze su Messi e Ronaldo come se fossero Brugman (Pescara) e Caidi (Teramo). E dire che qualcuno temeva un calo dell’interesse per Russia 2018 a causa della mancata qualificazione dell’Italia alla fase finale. Quanto di più sbagliato, un abbaglio clamoroso. Premiata, invece, l’intuizione di Mediaset che si è aggiudicata i diritti televisivi e ora sta monetizzando in termini di ricavi pubblicitari e di ascolti. Il bilancio delle prime 48 partite trasmesse su Canale 5, Italia 1, 20 e Mediaset Extra FIFA World Cup «è molto positivo con un seguito totale di 175 milioni di telespettatori», sostiene Mediaset, e si tratta di «oltre 20 milioni in più rispetto alla stessa fase di Brasile 2014 trasmessa da due diversi operatori, Rai più Sky (a pagamento, ndr)». Durante il giorno la media è stata di 3 milioni 155mila spettatori con share 25.65% (29.34% sul target commerciale). Gli ascolti sono stati ancora maggiori nel prime time con sei milioni di spettatori e uno share 28.51% (32.9% sul target commerciale). La partita più seguita è stata Brasile-Svizzera con 7 milioni 461mila persone a guardarla e uno share del 36.3% (41.4% target commerciale). A casa, nei posti di lavoro, in spiaggia o altrove: tutti davanti alla televisione, perché quando c’è di mezzo una partita di calcio si sviluppa un’attrazione fatale. Certo, non ci sono i picchi di share che può far registrare l’Italia in campo, ma a fronte del mancato trasporto emotivo ci sono una rilassatezza e una serenità che agevolano la visione dello spettacolo calcistico.
Un popolo di calciofili, il nostro. Ma quello che è accaduto all’Islanda ha dell’eccezionale. Si tratta di una nazione con appena 330mila abitanti e, secondo un tweet ufficiale della federazione, la prima sfida contro l’Argentina è stata seguita in televisione praticamente dall'intera popolazione dell'isola, raggiungendo uno share del 99,6 per cento. Un segno della passione con la quale la nazionale è seguita in patria, al quale l'autore della rete, Alfred Finnbogason, molto spiritosamente ha risposto: «Il rimanente 0,4% era in campo».
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