Oggi l’addio a Mazzone Gli stadi d’Italia in lacrime

21 Agosto 2023

Su tutti i campi minuto di raccoglimento accompagnato da applausi e striscioni I funerali ad Ascoli, dove il tecnico si era stabilito: proclamato il lutto cittadino

ASCOLI PICENO. Il lutto cittadino nella sua Ascoli, gli applausi di uno stadio intero nella sua Roma. Oggi nella cittadina marchigiana, in occasione dei funerali di Carlo Mazzone, in programma alle 16.30 nella chiesa di San Francesco, è stato proclamato il lutto cittadino: attività commerciali e uffici pubblici restano chiusi dove Mazzone ha mosso i primi passi da allenatore. Primi passi che hanno regalato al club bianconero alcuni dei successi più memorabili della sua storia. Ascoli è la città dove Mazzone, “romano de Roma”, ha smesso di giocare e ha iniziato a fare l’allenatore. Qui ha scelto di restare a vivere. E questa è la piazza che lo ha lanciato in panchina e consacrato come allenatore di rilievo nel panorama nazionale.
Ma non poteva non onorarlo a dovere la sua Roma, la città di Mazzone, romano e romanista che si è seduto sulla panchina della squadra del cuore tra il 1993 e il 1996. Anni in cui, tra l’altro, ha lanciato Francesco Totti. Ieri l’Olimpico, in occasione della gara tra Roma e Salernitana, ha ricordato il “sor Carletto” proiettandone la foto sui maxischermi. Striscioni, da «Corri verso il Paradiso» a «Mazzone uno di noi», e applausi come un fiume in piena da parte dei sessantamila spettatori presenti, mentre lo speaker urlava «È uno di noi» e la squadra scendeva in campo con il lutto al braccio. Ma non solo Roma: in tutti gli stadi italiani il minuto di raccoglimento è stato seguito da applausi scroscianti a non finire.
Un maxischermo viene installato anche oggi ad Ascoli Piceno, in considerazione dell’elevata affluenza annunciata in piazza del Popolo per l’ultimo saluto a uno degli allenatori più amati da tifosi e calciatori. Parole in ricordo di Mazzone, che nel ’90 ha allenato per un breve periodo anche il Pescara, sono state spese anche dal presidente della Fifa, Gianni Infantino: «Sei stato un grande, un personaggio inarrivabile», ha scritto Infantino sul proprio profilo Instagram, «non sussurravi: urlavi, perché il tuo messaggio fosse forte e chiaro, anche quando correvi sotto le curve dei tifosi avversari. Hai allenato i più grandi – da Totti a Baggio, da Pirlo a Guardiola – e dai più grandi sei stato amato e rispettato. Il calcio piange un uomo vero e genuino. Ahò (come dicevi tu...), buon secondo tempo Carletto Mazzone».
Tra i tanti che hanno voluto omaggiare l’allenatore nel momento della scomparsa, è risaltato il gesto di uno dei tecnici oggi più noti, quotati e vincenti: Pep Guardiola, che nella sua parentesi italiana a Brescia è stato un calciatore di Mazzone, dopo la gara tra il suo Manchester City e il Newcastle si è presentato in sala stampa indossando una maglietta con l’immagine della celebre corsa di Mazzone in Brescia-Atalanta 3-3 sotto la curva bergamasca. «È un giorno triste per me e per la mia famiglia», ha dichiarato l’allenatore catalano, «era come un padre, una leggenda del calcio italiano».