Padre Giancarlo all’attacco: io, allenatore in nome di Dio

9 Novembre 2017

Il frate esercita nella parrocchia Stella Maris di Pescara ed è il tecnico del Michetti Tocco: «Sono un educatore, il pallone è passione e aggregazione»

PESCARA. Il calcio tra passione e aggregazione. E' questo il motto di Giancarlo Liucci, allenatore del Michetti Tocco in Seconda categoria, che dello sport, ma soprattutto del calcio, ha fatto la sua seconda casa. La prima, però, è la parrocchia Beata Vergine Maria Stella Maris di Pescara, dove mister Giancarlo - come lo chiamano i suoi ragazzi - è frate da circa tre anni, dopo essere stato 30 anni nel Convento Santa Maria del paradiso a Tocco. Padre Giancarlo, da sempre vicino al calcio, è tutt'ora il padre spirituale del Pescara e durante le ore serali allena i rossoverdi di Tocco, che militano nel girone C di Seconda categoria. Il tecnico però non piace definirsi allenatore: «Sicuramente allenatore è una parola grossa. Mi sento più un educatore che cerca di portare valori sani ai giovani in un contesto sportivo e di spogliatoio. Lo sport aggrega e fa crescere attraverso lo spirito del sacrificio». La sua storia sui campi di periferia inizia proprio dal piccolo centro della provincia di Pescara, dove inizia prima a collaborare e poi ad allenare a tutti gli effetti: «La mia passione per il calcio è innata. Da piccolino iniziai a tirare i primi calci ad un pallone in collegio, per poi specializzarmi sul lato tecnico. Ho sempre lavorato con i giovani del paese, tranne una piccola parentesi a Pescara con la Pro Tirino quando mi sono trasferito. L'obiettivo è stato sempre quello di aggregare e avvicinare i ragazzi allo sport». Sui dettami tattici, padre Giancarlo non ha dubbi e da buon pescarese afferma: «Sicuramente prediligo un calcio propositivo, ma con un occhio anche alla fase difensiva. In base agli uomini che ho cerco sempre di mettere in campo una formazione offensiva, tra il 4-3-3 e il 4-2-3-1. In queste categorie, però, i numeri contano fino ad un certo punto; bisogna correre, fare gruppo e avere un minimo di quadratura tattica in mezzo al campo». Tra i tanti allenatori professionisti, non può mancare qualche "occhiata" ai vari Eusebio Di Francesco, Zdenek Zeman e Marco Giampaolo: «Come tutti gli allenatori, cerco di studiare questi maestri del calcio. In piccola parte cerco di osservare e prendere qualcosa da ognuno di loro, per un mio bagaglio personale». Al secondo anno consecutivo sulla panchina del Tocco, quest'anno l'obiettivo è quello di migliorare il piazzamento dello scorso anno: «Sicuramente vogliamo migliorarci rispetto allo scorso anno. Questi ragazzi fanno tantissimi sacrifici. Ci alleniamo spesso di sera e dopo giornate di lavoro. Alla base di questo gruppo c'è l'amicizia; li ho visti crescere nel corso degli anni. Per loro sono come un fratello maggiore o addirittura un padre putativo. Qui non c'è l'esasperazione del risultato, ma comunque bisogna sempre dare il massimo in campo. L'obiettivo è divertirsi anche attraverso le vittorie». Sin dai tempi del compianto Pietro Scibilia, ex presidente biancazzurro, padre Giancarlo è la guida spirituale del Pescara: «Da circa vent'anni ricopro anche questo ruolo. Sono a disposizione di tutti i calciatori per una parola di conforto, uno sfogo e per prepararli ai sacramenti del matrimonio e della cresima maggiormente». Il ricordo più bello è quello con lo storico capitano Vincenzo Zucchini: «E' stata una grandissima persona. Ho vissuto con lui gli ultimi momenti della malattia e ho appreso una grande lezione da lui. La viveva con dignità ed è stata la lezione più bella. Non lo dimenticherò mai». Invece, durante la storica cavalcata con Zdenek Zeman, il ricordo più simpatico non può essere che il trio delle meraviglie formato da Verratti, Insigne ed Immobile: «Ricordo con piacere le chiacchierate con questi tre ragazzi meravigliosi, umili e genuini. Nel calcio è fondamentale avere anche queste doti, ovviamente unite a quelle tecniche che loro hanno dimostrato qui ed ora in tutto il mondo».
Riccardo Di Persio
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