Palladini: «Fatto poco, ma dopo quell’avvio era dura»

16 Aprile 2018

Il tecnico, osannato dagli ex tifosi, crede nella salvezza: «A Fano sarà la partita della vita, ce la possiamo fare. Gondo male? Non ho alternative»

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Nella pancia del Riviera delle Palme, da quando da queste parti allena Eziolino Capuano, le conferenze stampa post-partita sono degli autentici show teatrali. Gratis, perdi più. Così è anche questa volta, con Capuano che senza aspettare domande si lancia in un monologo contro chi ha messo a confronto la media punti della sua gestione con quella del suo predecessore («Io ho preso la squadra ottava e ora è seconda!») e poi, non sazio, bacchetta chi ha detto e scritto che manca di rispetto alla società. «Se mancare di rispetto è dire che non siamo il Barcellona», dice, «allora lo ridico mille volte. Di sicuro io mi spacco il culo di lavoro tutti i giorni». E via con frasi di aperta sfida alla stampa locale («Voi cercate il pelo nell’uovo, non vi va mai bene niente. Siete abituati a vedere il Real Madrid?»). Teatro a parte, il tecnico campano svela così qualche segreto tattico della vittoria: «Oggi siamo andati sulle debolezze del Teramo, loro sono lenti dietro e non hanno palleggio e per questo li abbiamo aggrediti alti, a costo di rischiare l’uno contro uno Miceli-Gondo. Proprio perché pressavamo e abbiamo speso tantissimo, nel secondo tempo siamo calati. Loro ci hanno messo in difficoltà giocando 1-2 davanti, Palladini è stato bravo. Poi ci siamo schermati con i tre in mezzo».
Arriva Ottavio Palladini e si percepisce che è uno di casa. La curva Cioffi durante il secondo tempo gli ha dedicato dei cori, invitandolo a salutarla, e uno striscione di elogio. E lui dalla panchina ha salutato con un movimento del braccio i suoi ex tifosi. Persino colui che nella stagione scorsa lo ha esonerato, ovvero il patron della Samb Franco Fedeli, poco prima in sala stampa gli aveva reso grandi onori dicendo: «Palladini lo saluto volentieri, è una brava persona, uno dei pochi allenatori incontrati in carriera a cui stringerei la mano». Il buon Ottavio sorride a mezza bocca, ringrazia («vuol dire che al di là dei risultati vengo ricordato come una persona seria») e poi analizza i guai del suo Teramo. «Il presidente dice che siamo senza né capo né coda? Se guardiamo oggi è così, abbiamo fatto poco. Certo, se prendi gol dopo nove minuti su una cosa che sapevamo e poi su un calcio d’angolo nostro, tutto diventa difficile. Avremmo potuto riaprirla con Bacio Terracino e poi con Milillo, abbiamo fatto un buon possesso palla nella ripresa, ma è sempre poco. Potevamo passare alla difesa a quattro? Si è visto che a quattro, con questa squadra, non è il caso. Mi chiedete se è il caso di insistere ancora su Gondo? Rispondo con un’altra domanda: andrebbe sostituito con chi? Come punta centrale chi altri abbiamo?». Sulla volata salvezza, Palladini dice: «A Fano è la partita della vita, fare risultato lì significherebbe tenerli a distanza. Poi forse dovremmo battere la Reggiana, il problema è che questa squadra ha difficoltà a fare gol ma sono convinto che ce la possiamo fare».(d.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA. ESONERO A PIACENZA. La Pro Piacenza (girone A) ha esonerato il tecnico Fulvio Pea: al suo posto Stefano Maccoppi.
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