Palmiero: mi manda Insigne a Pescara per il grande salto

13 Settembre 2019

Il centrocampista: «Facevo il raccattapalle al San Paolo, ora voglio la A»

PESCARA. Lo manda Lorenzo Insigne. Luca Palmiero, 23enne centrocampista del Pescara, è rimasto colpito dal racconto dell’attuale capitano del Napoli. «Vai a Pescara, è la piazza giusta per te». Il consiglio di Lorenzinho a Palmiero durante il ritiro estivo del Napoli. Lo scugnizzo di Mugnano non ci ha pensato due volte, ha firmato per il Delfino e si è preso il posto di Gaston Brugman, come ha raccontato al Centro, durante la diretta Facebook disponibile anche sul sito www.ilcentro.it.
Palmiero, lei è l’erede di Brugman lo sa?
«Gaston è stato capitano e bandiera del Pescara. Cercherò di non far sentire la sua mancanza».
Come mai ha scelto Pescara?
«Questa è una piazza importante, c’è grande visibilità e ci sono progetti ambiziosi. Ho scelto questo club perché in tanti sono partiti da qui per poi spiccare il volo».
Lorenzo Insigne cosa le ha detto di Pescara?
«Anche lui mi ha consigliato Pescara. Mi ha parlato benissimo della sua esperienza in biancazzurro (nel 2011-2012, ndr), invogliandomi a venire qui, anche se avevo già le idee bene chiare».
A Napoli è stato allenato da Carlo Ancelotti. Una bella esperienza, vero?
«Il mister è una grande persona. Dal primo giorno nel ritiro di Dimaro mi ha dato tanti consigli. Ti lascia lavorare in maniera serena».
Domenica tornerà a Cosenza da grande ex . Emozionato?
«Molto. Lì ho vissuto due anni splendidi con una promozione in B e poi la salvezza in cadetteria, sfiorando i play off».
Il presidente del Cosenza, Guarascio, in estate ha fatto di tutto per riportarla in Calabria ed è rimasto un po’ male quando lei ha firmato con il Pescara.
«Con lui ho un bel rapporto. Il calcio è fatto di scelte e vanno rispettate. Nutro grande stima nei suoi confronti e non credo che i rapporti si siano incrinati».
Si aspetta applausi o fischi allo stadio San Vito?
«Non saprei. Se dovessi ricevere dei fischi sarebbe normale, perchè il tifoso ragiona di pancia e ci può stare che io prenda dei fischi. Tuttavia, non cambierebbe l’affetto che provo verso i tifosi del Cosenza, nonostante non giochi più lì. Mi auguro, però, di essere accolto dagli applausi».
Che partita sarà quella di domenica?
«Il Cosenza ci tiene a vincere in casa e, conoscendo anche Braglia, la tensione tra i rossoblù sarà altissima. Prevedo ritmi altissimi».
Diversi addetti ai lavori, tra cui due suoi vecchi allenatori Grassadonia e Saurini, la descrivono come un predestinato.
«Lo spero. Bisogna dimostrare adesso per poi pensare alla serie A. Questo sarà un anno molto importante».
Chi sono i suoi maestri?
«Grassadonia alla Paganese mi ha dato molto. Ha dei concetti di gioco molto belli, ma non dimentico Di Napoli all’Akragas e, soprattutto, Piero Braglia. Lui a Cosenza mi ha fatto crescere tanto a livello caratteriale».
Il suo modello di calciatore?
«Albertini nel Milan, ma anche Marchisio, Pirlo e De Rossi. Poi, giocando nel Napoli e facendo il raccattapalle al San Paolo, ho apprezzato da vicino Marek Hamsik».
Come nasce Palmiero calciatore?
«Ho iniziato a giocare a calcio nel cortile di casa, a Mugnano, poi mio padre (ex calciatore della Juve Stabia, ndr) allenava in una scuola calcio e mi ha fatto innamorare di questo sport. All’età di 11 anni sono passato al Napoli, dove ho fatto tutte le giovanili fino alla Primavera».
Napoli cosa rappresenta per lei?
«La mia terra, la mia casa, i miei affetti. Vivere lontano da Napoli non è semplice, però il calcio ti porta a fare delle scelte diverse. Napoli è un pezzo di cuore».
Palmiero è un grande amante della musica napoletana, vero?
«Sì, sono un fan di Pino Daniele. Adoro le sue canzoni e la mia preferita è “Quando”, senza dimenticare “Napule è”. I miei genitori mi hanno cresciuto con la musica di Pino».
Che obiettivi ha il Pescara?
«Fare un campionato importante, provando a centrare i play off».
Di Zauri che pensa?
«Ha dei bei concetti di gioco e ti lascia lavorare serenamente. È una persona equilibrata».
In città come si trova?
«Alla grande. Qui c’è tutto, mare e montagna. Si mangia bene ed è tutto a portata di mano. È una città a misura d’uomo, rispetto a Napoli è tutto più semplice perché non c’è caos».
Il sogno di Palmiero qual è?
«Giocare nel Napoli».
I suoi hobby?
«Leggere libri, specie le biografie dei grandi campioni. Poi adoro guardare le serie tv su Netflix».
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