Palmisano di bronzo L’Italia salva la faccia: «Paura di non farcela»

14 Agosto 2017

L’azzurra sul terzo gradino del podio nella 20 km di marcia  «Ho temuto per un’altra beffa come alle Olimpiadi di Rio»

LONDRA. La medaglia che tanto sognava e che “salva” l'Italia nel finale. Antonella Palmisano è bronzo nella 20 km di marcia ai mondiali di Londra in 1h 26' 36”, nuovo primato personale e seconda prestazione italiana di tutti i tempi. Oro alla cinese Yang Jiayu in 1h 26'18” davanti alla messicana Maria Gonzalez (1h 26'19”), argento come a Rio 2016, dove la Palmisano era finita quarta, ai piedi del podio. Quel giorno in terra carioca giurò a se stessa che la prossima volta ci sarebbe salita, e così è stato.
Grazie alla marciatrice pugliese l'Italia dell'atletica torna sul podio mondiale 4 anni dopo l'argento della maratoneta Valeria Straneo a Mosca. Cancella anche l'umiliante “zero tituli” azzurro che aveva caratterizzato i Mondiali di due anni fa a Pechino e l'Olimpiade di Rio. Va bene la crisi di “vocazioni” in Italia, e l'universalità dell'atletica, disciplina in cui anche paesi come St. Kitts e Nevis e Grenada possono andare sul podio, ma lo 0 nel medagliere faceva male. A Londra l'acuto del team targato Fidal a Londra arriva nel giorno conclusivo, nella specialità, la marcia, in cui l'Italia ha spesso fatto scuola, e dopo tante delusioni fra campo e pista come Trost, Tamberi e la staffetta 4x400 donne. Di decente c'era stato il 10° posto di Lingua nel martello, e le scintille di classe di Tortu nello sprint. È un talento ancora acerbo, ma su di lui ci si dovrebbe poter contare, aspettando che crescano bene i talenti dell'atletica azzurra messisi in evidenza nei campionati internazionali giovanili, fra i quali figli di immigrati e ragazzi adottati, esponenti della nuova Italia. Ventisei anni, la Palmisano è originaria di Mottola, nel tarantino, ma per la marcia si è trasferita a Ostia nel gruppo del tecnico Patrizio Parcesepe. Qui ha trovato anche l'amore e la promessa di matrimonio che il fidanzato Lorenzo le ha fatto nel 2016 al ritorno dall'Olimpiade di Rio: si sposeranno a settembre 2018. A Londra ieri c’era il sole e 21 gradi quando, sul circuito attorno a “The Mall”, partono le 61 atlete iscritte, ben 54 in più rispetto alle colleghe della 50 km. La Palmisano decide di stare subito davanti e passa per prima ai 5 km, tallonata dalla messicana Gonzalez, dalle cinesi Lyu, Yang e Wang e dalla brasiliana De Sena. Secondo checkpoint, il giro di boa della sfida iridata. In testa con 44'10” c'è sempre la Palmisano, che gareggia con un fiore nei capelli e ha sul collo il fiato dell'argento olimpico Gonzalez, messicana ex pugilatrice, che a tratti sembra quasi correre. Ai 15 chilometri di gara comincia la bagarre, con un'italiana (Palmisano), una messicana (Gonzalez), una brasiliana (De Sena) e due cinesi (Yang e Lyu) che formano il gruppo di testa. La Gonzalez forza l'andatura e fa scattare la replica delle cinesi mentre la Palmisano rimane incollata. Poi lo sprint finale, con la Xiuzhi Lyu squalificata a poche centinaia di metri dall'arrivo, mentre era nelle prime tre, davanti all'azzurra. Vince l'altra cinese Jiayu Yang, poi Gonzalez e Palmisano. «Ho dato tutto fino alla fine. Mi godo questa medaglia. Nella mia testa c'era la paura di un'altra medaglia di legno come a Rio».