Paltrinieri, il mondo è tuo: «Che follia, ero stremato»

Giallo sull’assenza del cinese Sun Yang, ma il carpigiano domina la gara
L'anno di Carpi. Non solo calcio e serie A, ma soprattutto Greegorio Paltrinieri campione del mondo nel nuoto, ai campionati di Kazan. Quello dell'azzurro nei 1500 stile libero è un oro conquistato con testa, muscoli, gambe, braccia e cuore, e che si tinge di giallo per l'assenza imprevista dell'olimpionico cinese Sun Yang, campione del mondo uscente, che rinuncia al confronto. Non si presenta sui blocchi, e filtra la voce che avrebbe preso una botta in testa, altri dicono al petto, e per questo i suoi tecnici avrebbero deciso di non fargli correre rischi. Così, in attesa che si risolva il mistero, salta il duello più atteso, e la rivincita della finale degli 800 in cui il cinese aveva battuto Paltrinieri. A contrastare il 20enne emiliano prova il canadese Ryan Cochrane (argento alle Olimpiadi di Pechino 2008 e Londra 2012), con passaggi sotto al record del mondo fino a un terzo di gara, mentre nel finale torna su lo statunitense Connor Jaeger: ma dai 500 metri c'è un uomo solo al comando. In acqua Paltrinieri fa una gara da dominatore. Il poliziotto azzurro vince a Kazan in 14'39”67, migliorando il record europeo di 14'39”93 che aveva stabilito in occasione dell'oro continentale conquistato il 20 agosto dell'anno scorso a Berlino. L'argento va a Jaeger e il bronzo a Cochrane. Così l'Italia del nuoto chiude la 16ª edizione dei Mondiali con l'oro (1500) e l'argento (800) di Paltrinieri, l'argento di Federica Pellegrini nei 200 stile libero e l'altro argento della staffetta 4x200 stile libero donne di Mizzau, Musso, Masini Luccetti e Pellegrini e il bronzo della 4x100 stile libero maschile di Dotto, Orsi, Santucci e Magnini. Il successo di di Paltrinieri è del tutto inedito. Nei 1500 iridati l'Italia era salita sul podio già tre volte, con gli argenti di Stefano Battistelli a Madrid 1986, Emiliano Brembilla a Perth 1998 e dello stesso Paltrinieri a Barcellona 2013. Ma stavolta il gradino è quello più alto. «Quando ho visto che non c'era Sun Yang mi è venuto il triplo della paura», ha detto il nuovo campione del mondo, dopo la gara. «Ero pronto alla sfida, e da due giorni avevo preparato la gara su di lui. Invece la sua assenza ha scombinato i miei piani, mi sono detto che dovevo vincere per forza, e l'assenza di Sun mi ha destabilizzato: sono entrato in acqua con mille dubbi in più».
«Senza di lui chiunque poteva osare di più, e magari provare a vincere», ha continuato Paltrinieri, che ha ricevuto i complimenti, fra gli altri, del Premier Matteo Renzi e del presidente del Coni Giovanni Malagò. «Mi sono trovato Cochrane di fianco che è partito a bomba. Non l'ho lasciato andare perché anche io avevo deciso di partire subito forte, ma non così tanto. Questo è stato il brutto della gara perché un po’ mi ha condizionato. Alla fine non ne avevo più e ho dovuto rintuzzare l'attacco di Jaeger, sono arrivato in fondo e non ne avevo più. È stata davvero una follia, alla fine ero veramente morto, ma sono contentissimo. È stata dura questa volta. Ve lo posso giurare. Il tempo non è buonissimo, ma vale la medaglia d'oro e tanto basta. Valevo un tempo migliore, ma non me ne frega niente. Sono campione del mondo». Ma Gregorio come la spiega l'assenza di Sun Yang? «Abbiamo visto i fisioterapisti cinesi manipolargli la spalla sinistra prima della gara, pare che abbia subito un colpo in vasca di riscaldamento. Altri dicono che ne abbia preso uno alla testa». Altre voci circolanti a bordo vasca a Kazan riferiscono non di un colpo fortuito, ma che Sun Yang abbia litigato con un altro nuotatore, sembra della nazionale brasiliana, e che le abbia prese. C'è stato perfino chi ha accennato a una possibile, lieve, crisi cardiaca per via dei dolori al petto. Intanto lo staff tecnico e medico della Cina sembra essersi dissolto: non si trova nessuno, e il mistero Sun Yan continua. Ma Paltrinieri è, meritatamente, campione del mondo.

