Pellicciotta sfida le barriere: «Io, sordomuto salvato dal calcio, amo il Perano e tifo Juventus»

Un autentico spot per il calcio. Questo è Domenico Pellicciotta, trequartista part time del Perano, formazione di spicco del girone E di Seconda categoria. Part time perchè non è che giochi tanto, ma...
Un autentico spot per il calcio. Questo è Domenico Pellicciotta, trequartista part time del Perano, formazione di spicco del girone E di Seconda categoria. Part time perchè non è che giochi tanto, ma a lui va benissimo così. La cosa che più conta, infatti, è esserci. Far parte di un gruppo che ogni domenica scende in campo per conquistare i tre punti. Un gruppo in cui ognuno offre, come può, il suo contributo alla causa, a prescindere dall'impiego. E lui, 43 anni il 10 aprile prossimo, non manca mai. Perchè il calcio è da sempre punto fermo della sua vita, al pari della famiglia (la moglie Luigia ed i due figli Emanuele e Samuele) e del lavoro, svolto nello stabilimento Sevel di Atessa.
Talmente fermo da non fargli pesare il sordomutismo da cui è affetto dalla nascita. «Sin da bambino», scrive Domenico, «ho iniziato a tirare calci ad un pallone, spinto anche dai miei genitori, che mi hanno sempre spronato a stare in gruppo ed a non isolarmi, affinchè, come loro, anche gli altri potessero considerarmi una persona normale».
Nato a Mannedorf, in Svizzera, Pellicciotta è comunque a tutti gli effetti un abruzzese, essendosi subito stabilito a Perano, dove vive e gioca. È proprio da lì, del resto, che inizia la sua carriera calcistica, nelle giovanili gialloverdi. «Prima con la Juniores", rammenta, «a 17 anni, per poi debuttare in prima squadra l'anno dopo. Un'emozione grandissima che non scorderò mai».
Nel Perano milita fino al 1999, per poi trascorrere un periodo altrettanto lungo (dal 2000 al 2007) a Castel Frentano, seguito dal biennio nelle file del Fossacesia 90 e da ben sette stagioni nella Casolana, fino al ritorno a casa, nell'estate del 2016. «Non mi sono mai fermato», sottolinea con orgoglio, «prendendomi un solo anno sabbatico, per organizzare al meglio il matrimonio con Luigia. Sono contento di essere tornato a vestire i colori gialloverdi, e di questo ringrazio di cuore la società. Che ha fatto tanto per me, al pari del mister e dei compagni di squadra». Con i quali come fa ad intendersi? «A gesti, ovviamente. Oppure attraverso parole dette lentamente ed a bassa voce, contrariamente a quanto si potrebbe pensare. Mi aiuta, in tal senso, anche la tecnologia, attraverso l'utilizzo di particolari apparecchi acustici». Nessun problema con gli avversari? «Assolutamente. Si sono sempre comportati benissimo con me, sopportando anche la mia irruenza, visto che la voglia di rendermi utile alla squadra mi porta, spesso, a strafare».
Centrocampista o attaccante, Pellicciotta ha al suo attivo anche qualche gol: «Il gol più bello? Quello segnato con un gran tiro, un anno fa, al Caporosso e davanti a tutta la mia famiglia». Per quale club tifa? «Mi piace la Juve», ammette in conclusione Domenico, «anche se in realtà la squadra del mio cuore è il Perano. Nelle mie vene infatti, scorre sangue gialloverde».
Stefano De Cristofaro
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