Pepe preferito di nuovo a Manaj, restituire l’albanese all’Inter è giusto?
PESCARA. Dopo una prestazione così scialba e un rendimento gravemente insufficiente, sarebbe riduttivo indicare nella mancanza di un centravanti l’unica causa del disastro biancazzurro. Tuttavia,...
PESCARA. Dopo una prestazione così scialba e un rendimento gravemente insufficiente, sarebbe riduttivo indicare nella mancanza di un centravanti l’unica causa del disastro biancazzurro. Tuttavia, anche al cospetto di un avversario modesto, il Pescara non è riuscito a mettere i suoi attaccanti in condizione di fare male agli avversari. Grazie a una rigida organizzazione difensiva, il Crotone ha annullato senza grandi patemi le offensive del Delfino, che pure ha tenuto in mano il pallino del gioco per larghi tratti del match.
Oddo ha riproposto Pepe in posizione di “finto” centravanti, ma dopo 16’ ha dovuto rivedere i suoi piani. A quel punto il tecnico aveva due opzioni: inserire una punta di ruolo (Manaj o Pettinari), oppure affidarsi a un centrocampista spostando Caprari in mezzo. Ha scelto la seconda possibilità mandando in campo Aquilani. Una mossa che spiega quanta urgenza ci sia di rafforzare il reparto avanzato e di individuare al più presto un finalizzatore, in attesa del completo recupero di Bahebeck. Oltre al francese e a Pepe, in quel ruolo si sono alternati Pettinari, Caprari e Manaj, che allo Scida Oddo ha inserito all’8° della ripresa sperando di cambiare il corso del match. L’albanese, dopo l’esclusione nella gara con la Roma per motivi disciplinari, ha perso un po’ di smalto. E probabilmente a gennaio verrà rispedito all’Inter. Non per motivi di natura tecnica o per le prestazioni deludenti, ma a causa del suo carattere “esuberante”. Eppure, due gol in 11 gare (3 da titolare) sono un discreto bottino per un 19enne che prima di sbarcare in riva all’Adriatico aveva totalizzato 38 minuti in serie A.
Siamo certi che rimandarlo all’Inter sia la scelta giusta? Dopo sei mesi di apprendistato in A, forse il suo contributo potrebbe crescere. Ah già, il carattere, ma quello lo conoscevano tutti in ogni di parte d’Italia e non solo.(g.t.)
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